L’editore mangia 1600€: i costi reali e il contributo editoriale

Il costo reale di una tiratura di 250 copie si aggira sui 750€; il contributo richiesto dagli editori per una tiratura di 250 copie si aggira sui 2400€. E ricordiamo che si tratta di contributo, ossia del pagamento da parte dell’autore di una parte delle spese.
Abbiamo quindi una differenza di circa 1600€ tra costo reale totale e contributo: dove finiscono quei soldi? Ma soprattutto perché vengono chiesti se non vengono spesi?

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Recensione: Rupes Recta

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 Titolo: Rupes Recta

 Autore: Clelia Farris

 Editore: Delos

 N° Pagine: 281

 Anno di edizione: 2004

  Genere: fantascienza, thriller

  Prezzo: 14,00€

Scrivere la recensione di Rupes Recta si è rivelato laborioso e incredibilmente interessante. Non negherò che, quando mi è stato chiesto di recensirlo, ho storto un po’ il naso, dato che, di buona norma, io detesto la fantascienza.
Ho saltato la quarta di copertina, perdendomi nella presentazione di Franco Forte, che tesse le lodi al romanzo affermando che mai, prima di allora, gli era capitato tra le mani un dattiloscritto perfetto, tantomeno se tale dattiloscritto era l’opera prima di uno scrittore.
Incuriosita, ho incominciato a leggere e nel giro di ventiquattrore sono giunta al termine delle duecentottantuno pagine di cui è composto Rupes Recta. Che non è solo fantascienza, ma è anche thriller; e se non posso dare un giudizio certo sulla fantascienza, vista la mia antipatia per il genere, sul thriller posso pronunciarmi apertamente e dare giudizi con tutta tranquillità.
È un giallo egregiamente costruito, ritmato, ricco di colpi di scena, appassionante. E lo dimostra la rapidità con cui lo si divora.

Rupes Recta è la storia di Mikhail, cittadino della Luna, professione Ricordante, gay, vedovo.
Nello scenario della civiltà lunare, complessa e articolata, fintamente libertaria, si muove un killer che uccide le sue vittime con una mezzaluna da cucina, trattandole come fossero carne da macello. Il popolo lunare ci viene mostrato attraverso gli occhi e le spiegazioni di Mikhail: il testo, infatti, è scritto in prima persona, con uno stile e una modalità che mi ha riportato alla memoria Arthur Golden e le sue Memorie di una geisha, uno dei pochi romanzi dove apprezzo pienamente l’uso della prima persona. Anche in Rupes Recta la prima persona è usata magistralmente: non ci sono inforigugiti, né informazioni date in maniera innaturale; il punto di vista di Mikhail è ben gestito e viene abbandonato solo per poche pagine al centro del romanzo, quando il Ricordante viene arrestato con l’accusa di essere l’assassino della mezzaluna, un espediente ben riuscito per calamitare le emozioni del lettore.

È bene spendere qualche parola sul mestiere del Ricordante, svolto dal nostro protagonista. Un Ricordante non è una specie di mago con poteri dalla nascita: è un uomo – o una donna – addestrato a ricordare ogni minimo dettaglio di ciò che vede intorno a sé. Per questo esiste una scuola, la scuola della Repetita – l’azienda che gestisce il mercato della memoria. La consulenza di un Ricordante è cara, e la Repetita è una delle aziende più grandi della Luna, forse la maggiore.
Mikhail svolge il suo mestiere come funzionario pubblico in tribunale; per usare le sue parole, è la memoria al servizio della legge.

Rupes Recta regala immagini. Lo stile della Farris è limpidissimo e magnetico, calamita l’attenzione del lettore e lo fa bene sin dalle prime pagine, che catapultano direttamente nel cuore della vita di Mikhail e dell’azione, senza perdersi in preamboli inutili e spiegazioni altrettanto fuori luogo. Vengono usati termini consueti della vita lunare senza “traduzione” sin dal primo momento: scopriremo mano a mano di ciò che si parla, e ogni scoperta sarà una piccola conquista che ci farà sentire sempre di più parte del popolo lunare. Popolo particolare, superstizioso e diviso in caste, anche se tentano di nascondere a loro stessi la suddivisione.

Ci sono contaminazioni giapponesi e russe, in Rupes Recta, e ci sono riferimenti continui al nostro mondo; appare naturale, dato che la Luna è stata colonizzata dalla Terra, ma io parlo proprio di nomi. Un episodio, che mi ha strappato una risatina incredula, è quello del primo processo a cui Mikhail, come Ricordante, deve partecipare:  la parte lesa è composta da Mortensen, De Sade e Watanabe. Che hanno ovviamente un nome e una personalità diversi dagli originali Viggo Mortensen (Aragorn de Il Signore degli anelli), il marchese De Sade (oddio, probabilmente lui è anche aderente al personaggio, visto che si parla di incesto, nel processo) e Ken Watanabe (Katsumoto ne L’ultimo samurai).

In Rupes Recta circola molta ironia, spesso proveniente da Mikhail stesso. Un personaggio che si ama sin da subito, sarcastico e ironico (la scena iniziale vede lui imprecare per il bruciore al didietro, reduce da una sessione amorosa nella Selva Nera: “In questo momento il mio problema è tutto de recto. E brucia. Gran Dea, se brucia!”), a tratti tendente al cinismo nonostante la sua ingenuità.
Tutti i personaggi di Rupes Recta sono costruiti magistralmente e vivono di vita propria, esattamente come dovrebbero fare i personaggi. Hanno voci distinte, pensieri distinti, modi di agire distinti. Soprattutto, sono umani. Si amano e si odiano, spesso soggettivamente. Stanislaw, il gigantesco polpo parlante che vive con Mikhail, è il mio preferito: assomiglia un po’ alla sua coscienza, è saggio e arguto, sarcastico e scorbutico.
In tutto il romanzo è costante il dolore malinconico di Mikhail per la perdita di Andrej, il suo amante, morto in un incidente. Andrej, seppur non presente fisicamente, è la chiave di tutto. Nel bene e nel male.

In Rupes Recta ci sono numerose sottotrame incastrate ad arte nella trama principale, tutte concluse degnamente e tutte appassionanti. Non tutte sono strettamente indispensabili allo sviluppo della trama principale, ma concorrono a creare un quadro realistico e reale, palpabile con mano, della vita di Mikhail: vita, non semplice e pura narrazione.

La Farris ci fa entrare nel romanzo; e una volta dentro, siamo come dei Ricordanti: osserviamo in silenzio, ricordiamo tutto.

Rupes Recta, infine, prende il nome da una costruzione di origine naturale che somiglia un po’ al muro del pianto, dove i pellegrini vanno a depositare nelle fessure della pietra i loro desideri, e i Ricordanti svuotano la loro mente dai ricordi superflui confidandosi a bassa voce che la Rupes.

Ho trovato un solo refuso in tutto il libro, ma è palesemente un errore di battitura (stuia al posto di stuoia). Ciò non toglie che non l’ho apprezzato, visto che nell’introduzione Franco Forte afferma di aver limato le sottigliezze che son tanto care al maniacale editor.
La confezione del romanzo è curata. I materiali sono di ottima qualità, l’impaginazione è ottimamente gestita – anche se qualche pagina è stampata leggermente storta.
Non mi piace la copertina, come non mi piacciono quasi tutte le copertine di quasi tutti i romanzi di fantascienza: è troppo fredda e lineare. L’illustrazione, inoltre, non ha nulla a che vedere con il testo, mi sarebbe piaciuto fosse più inerente.

In conclusione, assegno un 10/10 al romanzo, fregandomene bellamente dei dettagli sulla costruzione materiale del libro di cui ho appena parlato: Rupes Recta è talmente bello e appassionante che merita la votazione piena.

Riapre la sezione Case Editrici

Gentili utenti, da oggi è di nuovo possibile pubblicare testimonianze sul nostro forum in merito alle case editrci e rispondere alle discussioni esistenti.

L’invito è aperto, come sempre, anche ai signori editori: il dialogo è la migliore strada, non chiudetevi in trincea.

Riprendono regolarmente tutti i servizi di WD – correzione ed editing, recensione, consulenza.

Incontro con l’autore: Francesco Dimitri

Buonasera, popolo! Mentre voci di poca importanza sussurrano che siamo (sono) poco professionali e ridicoli, io annuncio il… sì, vabbè, lo sapete che ho perso il conto °°
Insomma, il nuovo

Incontro con l’Autore

Il nostro ospite sarà Francesco Dimitri, autore del romanzo urban fantasy Pan, edito da Marsilio, uno dei pochi fantasy italiani di valore.
Per la recensione accomodatevi qui.

Francesco sarà nostro ospite venerdì 11 settembre alle 16.00; l’incontro, come sempre, si terrà nella Festino Room.

Non mancate!

Recensione: Il contrario di tutto

103296_513141   Titolo: Il contrario di tutto

  Autore: Gianluca Wayne Palazzo

  Editore: Voras

  N° Pagine: 125

  Anno di edizione: 2009

  Genere: Romanzo

  Prezzo: 12,00€

 

Il contrario di tutto è un romanzo assolutamente al di fuori delle mie corde. Non amo la narrativa pura, ma il retro di copertina mi ha incuriosita sufficientemente da spingermi a cominciarlo prima del previsto – e a finirlo, prima del previsto.
Andiamo dunque a leggere la quarta:

Meglio non leggere nei pensieri del giovane professore Carlo Antonino. Si potrebbero scoprire aspetti difficili da condividere. Disprezza gli studenti, li umilia, li rincorre, ma poi si lascia fagocitare dagli occhi verdi e affilati di ragazzine implacabili.

Il romanzo irriverente e graffiante di un giovane autore, pagine intrise di sarcasmo, cattiveria e humour nero. Ma anche di delicatezze inattese. Insomma: tutto e il contrario di tutto. Un po’ come la vita.

Il professor Antonino è un personaggio che non si ama, anzi: lo si odia. E’ un debole, un vile, una di quelle persone di cui è pieno il mondo. E’ giovane, un bell’uomo, arrogante e pieno di sé si innamora di Flavia, una sedicenne normale con il cervello funzionante che colpisce il professore e che si contrappone in maniera vistosa a Priscilla, la sua sexy compagna di classe con il quale l’uomo stringerà una relazione di puro sesso da parte sua e di incondizionato amore da parte di lei.
Antonino la disprezza e non la sopporta, parla troppo e continuamente e lui non la regge. In poco più di 120 pagine c’è un pezzo della storia di un uomo scialbo, codardo, “un ignorante borioso convinto che la sua merda profumi”, come lo apostrofa in una lettera uno dei suoi studenti che ha perso l’udito dopo un pestaggio a cui il professor Antonino ha assistito in silenzio per paura di venir malmenato.
Solo alla fine, dopo una storia intrisa di disprezzo per gli altri, il professor Antonino riesce a far capolino al di fuori della sua paura, della sua viltà, supera la paura delle botte e se le prende di santa ragione dal padre di Priscilla.
E dopo, in una nuova scuola, carico di buoni propositi, sembra ricominciare tutto daccapo.

Il libro si legge moto velocemente. E’ scorrevole e piacevole, scritto con uno stile limpido e diretto tranne in qualche passaggio, dove i pensieri si articolano maggiormente, sempre stilisticamente parlando.
Io ho letto il libro in due ore scarse, con gusto. Il punto di vista del professore permette di immergersi appieno nella sua mente, di capire bene la sua personalità. All’inizio lo si prende in simpatia, ma mano a mano che si prosegue nella lettura ci si rende conto che il professor Antonino non è quella simpatica canaglia che sembra essere: è un autentico pezzo di merda, come lui stesso si definisce.
Coerenza e verosimiglianza non vengono mai a mancare: tutto il casino descritto in Il contrario di tutto potrebbe benissimo avvenire sotto il nostro naso, nella scuola vicino a casa. E’ realtà quotidiana, niente di più, niente di meno.

Ed è una realtà narrata inequivocabilmente bene. Palazzo ha stile e sa scrivere, nulla da dire. Come dice la quarta, si ha a che fare con un autore promettente nel vero senso della parola, senza inutili stiracchiamenti o lusinghe inveritiere.

Passiamo alla qualità materiale del libro, che è in un formato alquanto insolito: 15×21. La carta e i materiali usati sono indubbiamente di buona qualità, ma non mi piace per nulla la copertina, che ha comunque la sua attinenza con il testo. Anche il retro del libro non è granché, graficamente parlando.
Impaginazione ottima e, sopratutto, ottimo editing e ottima correzione del testo: non ho trovato nessun refuso, e questo è capitato solo con i testi di Edizioni XII.

Davvero un buon testo, in definitiva, consigliato sia agli amanti della pura narrativa che a chi – come me – le è abbastanza allergico.
Voto finale: 8/10

Dramness Antology

Dramness Antology è una raccolta di miei racconti pubblicata esclusivamente per raccogliere fondi per il WD.

Formati disponibili:
– eBook, 1.88€
– cartaceo, 10.50€

I prezzi sono stati tenuti i più bassi possibile, purtroppo Lulu ha dei costi di produzione che devono essere pagati.

Il perché di questa antologia
Come già detto, lo scopo è raccogliere fondi per Writer’s Dream. Il sito cresce, si espande, e si espandono anche i costi di mantenimento.
Le spese ci sono e dato che non abbiamo la minima intenzione di far pagare i servizi ai nostri utenti (mi riferisco ai servizi presenti sul nostro sito) chiediamo a chi ci segue di darci una mano.

Ma voi non siete contrari al print on demand?
Senza mezzi termini: . Ma siamo contrari quando si parla di voler pubblicare seriamente nel vero senso del termine: questa pubblicazione ha l’unico ed esclusivo scopo di raccogliere fondi per WD.

La sezione case editrici va in ferie

La sezione case editrici va in ferie. Fino al 30 agosto non si potranno aprire nuove discussioni sul forum, né aggiungere altre testimonianze, per le quali rimarrà comunque aperta la nostra casella mail, redazione@writersdream.org

Fino al 30 agosto, anche le liste non verranno aggiornate e i servizi di recensione e correzione testi sono sospesi. Non spaventatevi se non ricevete subito una risposta alla vostra email, siamo in estate e al pc non ci stiamo granché volentieri.

Buone vacanze a tutti!

Incontro con l’autore: Federico Ghirardi

Popolo di Roma, del WD, della Lega dell’Inchiostro ex nova, sventurati lettori e fortunati scrittevoli tutti.
Sono lieta di annunciarvi che, per il *numero non specificato* Incontro con l’Autore sarà nostro ospite nientepopodimenoche

Federico Ghirardi
autore del best seller
Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni

Da poco è uscito il secondo volume della saga, edito sempre da Newton Compton.
Federico sarà con noi martedì 14 luglio, alle ore 16.00 e sarà lieto di rispondere alle domande sul suo libro e sull’editoria.
L’incontro si terrà come di consueto nella Festino Room del Writer’s Dream.

Vi aspettiamo numerosi!