A proposito dei POD…

Ovvero dei Print-On-Demand, che vanno cosi di moda ultimamente, e fanno sentire gli esordienti così dannatamente fashion.

La stragrande maggioranza degli autori che si rivolge a Lulu e a Boopen lo fa convinta di aver trovato il veicolo perfetto per la corsa al successo. Poco importa che ci siano centinaia e centinaia di libri ormai nel dimenticatoio collettivo: loro possono farcela.

Non si rendono conto che questo è il pensiero di tutti gli autori che hanno pubblicato con Lulu e Boopen: tutti sono convinti di essere più furbi degli altri. Il che potrà anche essere vero, ma poco importa, per il semplice fatto che le persone che acquistano libri in internet sono poche. E quelle poche persone si affidano a librerie com IBS, dove almeno possono leggere le recensioni degli altri utenti e dove hanno la “garanzia” di trovare autori affermati e/o pubblicati da case editrici di un certo rilievo.

Investire su un libro pubblicato con i pod, infatti, è un rischio. Il possibile acquirente sa che editing e correzioni sono affidate all’autore e quindi rischia di trovarsi di fronte un testo illeggibile.

Tra l’altro, anche mettendoci tutta la buona volontà del mondo, trovare dei testi almeno apparentemente validi è una vera e propria impresa! Fatevi un giro tra le pagine di Boopen o quelle di Lulu: i testi che catturano l’attenzione sono pochissimi! La maggior parte delle opere pubblicate va catalogata come porcheria.

Da qui la mia riflessione: non sarà che tutti quegli autori che si definiscono “incompresi”, “schiacciati dalla grande editoria” siano semplicemente degli incapaci? Possibile che in più di 100 pagine (Lulu) solo una decina di testi mi abbiano incuriosita?

Su Boopen avevo trovato un titolo apparentemente interessante: “occhi da orientale”. Dovete sapere che la sottoscritta, quando sente parlare di “oriente”, impazzisce. Adoro tutto ciò che viene da laggiù, per cui ero molto ben disposta verso il libro. Poi mi leggo la breve descrizione…

“Una storia semplice, scritta per ragazze semplici, che quando sognano, sognano storie possibili e non quelle delle fiabe”

…Va bene. Soprassediamo? Ok. Dopotutto il titolo dice “orientale”! Sacrifichiamoci un po’!!! Poi però approdo alla scheda dell’autrice, che parla dei suoi autori preferiti [cito testualmente]: Federico Moccia, Susanna Tamaro, Niccolò Ammaniti e Maria Venturi. Chissà che un giorno non riesca a diventare una scrittrice famosa come loro…

Direi che si commenta da sola. Moccia vicino a Ammaniti e alla Tamaro?! Io non apprezzo particolarmente nessuno di questi due autori, ma indubbiamente sono anni luce più avanti rispetto a…Moccia !!!

Penso di aver espresso il concetto: gli autori di valore che si autopubblicano sono pochissimi. Chi si autopubblica, di norma, o si è rivolto a case editrici sbagliate oppure non vale una cicca. E’ inutile continuare a ripetere che in Italia ci sono una miriade di talenti incompresi che scalpitano per ritagliarsi un posto sulla scena: gli editori seri, piccoli o medi, che pubblicano esordienti ci sono, eccome se ci sono! Basta avere un po’ di pazienza e criterio nel cercarli. Ovvio che se  ti limiti a cercare su Google “editori che pubblicano esordienti” compaiono praticamente solo i risultati delle editrici a pagamento! Ci vuole un po’ di buon senso, nella ricerca. Prossimamente farò degli articoli in merito, nel frattempo andate a spulciare il nostro sito, il Writer’s Dream, in cui sono inserite varie case editrici serie.

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