Giraldi Editore, luce fu

AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2013
Si avvisa che Giraldi Editore ha cambiato proprietà da dicembre 2011 e non ha a che fare con nessuno degli episodi riportarti nel forum di “Scrittori Esordienti”, (ora “Writers Dream”), e non pratica nessuna delle richieste di pagamento segnalate.

EDIT: QUESTO POST E’ STATO CONFUTATO DA UNA LUNGA SERIE DI TESTIMONIANZE CHE HANNO PORTATO LA GIRALDI EDITORE NELLA NOSTRA LISTA “A PAGAMENTO”.

Dopo una lunga conversazione avuta con Cristiano Giraldi, possiamo tirare le conclusioni sulla Giraldi Editore. Conclusioni ottime.

  1. Giraldi Editore NON pubblica a pagamento. Chiede contributi solo per la pubblicazione di poesie (e chi può dargli torto? Non vendono nemmeno i poeti famosi, figuriamoci gli esordienti);
  2. Giraldi Editore NON chiede soldi per apporre l’ISBN sui libri che pubblica: il codice è automaticamente incluso in ogni pubblicazione;
  3. Giraldi Editori distribuisce con CDA, uno dei maggiori distributori nazionali italiani.

Come tutti sanno i distributori nazionali distribuiscono, come dice il nome, su tutto il territorio italiano. Quelli che distribuiscono effettivamente in maniera nazionale sono pochi (ad esempio: Messaggerie, PDE, CDA,  ); gli altri hanno delle librerie fiduciarie sparse sul territorio nazionale (piccole librerie di privati) e sono reperibili su ordinazione.

Distributori come CDA non distribuiscono case editrici a pagamento.
E penso che questo tolga ogni dubbio.

AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2013
Si avvisa che Giraldi Editore ha cambiato proprietà da dicembre 2011 e non ha a che fare con nessuno degli episodi riportarti nel forum di “Scrittori Esordienti”, (ora “Writers Dream”), e non pratica nessuna delle richieste di pagamento segnalate.

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45 thoughts on “Giraldi Editore, luce fu

  1. Allora “amico”…innanzitutto firmati con lo stesso nick in tutti i commenti, non con nomi differenti. Il morphing non ci piace.

    Seconda cosa, io in quel post vedo solo iniziali di nomi che possono essere benissimo inventate e parole varie, senza alcuna prova, senza alcun fatto a supportarli. L’antitesi sostenuta qui, invece, si avvale della testimonianza (con tanto di prove) da parte di due autrici che non hanno alcun interesse a mentirmi e con cui sono in contatto da diversi mesi.

    Io non ho alcun problema a “crocifiggere” un editore, a patto che ci siano motivi validi per farlo, con tanto di prove a conferma.
    Se volete avvalorare questa tesi noi siamo qua, pronti a esaminare dei fatti provabili. Noi non censuriamo nulla e nessuno, siamo qui a difesa dello scrittore esordiente. E dell’editore valido.

  2. Mi chiamo Violante e ho aiutato De Melas Carlotta, autrice che ha pubblicato con la Giraldi editore,nella promozione del suo libro:una lingua sul cuore.
    sottolineo aiuto nella promozione che alla Giraldi è inesistente, come è inesistente la correzione bozze.
    Inoltre posso affermare che la Giraldi ha chiesto a Carlotta,come ad altri autori, il codice isbn. di questo ne sono certisssssssima.

    inoltre reperibile i libri di Giraldi per quanto ci sia richiesta,come nel caso di Carlotta, è un’avventura. Su anobi c’è una discussione su questo.

  3. Pingback: Ancora su Giraldi Editore « Scrittori esordienti - il blog di Writer’s Dream

  4. Balle… sono tutte balle.
    I soldi li chiedono eccome e sottoscrivo quanto detto da Violante riguardo l’editing ecc.
    Cosa dobbiamo fare per fargli ammettere la richiesta di denaro?
    scannerizzare i fogli di bonifico effettuati e mandarli on line?

  5. Ho letto i vostri commenti e mi sono incuriosito, allora sono andato a vedere su internet bookshop e ho notato che nel 2008 Giraldi editore ha editato 101 libri. Per essere una piccola casa editrice un grande sforzo economico se poniamo il fatto che per ogni autore stampi 500 copie, un rapido calcolo mi riporta 50500 libri stampati!!
    Io consiglio per scrupolo agli autori di telefonare al distributore nazionale e di chiedere quante copie hanno in magazzino…
    Poi ho fatto un altro calcolo 101 autori a più o meno 500 euro a testa per pagarsi il codice isbn: esattamente 50500 euro!!!
    mi sembra che sia facile fare i soldi in Italia, soprattutto sui sogni degli aspiranti scrittori
    Ma le mie sono solo supposizioni….

  6. la Giraldi Editore ha edito 101 libri nel solo 2008 ? Ora comprendo del perchè sono quasi tre anni che sto aspettando che il mio libro venga pubblicato dalla Giraldi. La domanda che mi pongo è quali interessi ha Cristiano a pubblicare tanti autori? In questo momento quali autori sta promovendo? Per quel che so nel 2008 io non ho mai sentito parlare della Giraldi, se non per promozioni “fiume” alla caccia di nuovi esordienti – evidentemente 101 titoli sono pochi… –
    In merito alla pubblicazione del mio libro ho sborsato alla Giraldi quasi 500,00 euro per il codice isbn. Ammetto d’essere assai deluso, in ogni modo sono ancora in tempo per ricredermi… Enrico Gallerati

  7. Posso fornire il mio contributo e riferire la buona esperienza avuta con la casa editrice Giraldi.

    Le condizioni contrattuali sono state concordate, o meglio negoziate, quindi non c’è nessuna imposizione. In ogni caso, qualcuno è convinto che un esordiente abbia in generale il benchè minimo potere contrattuale?Giraldi propone una veste editoriale base, se l’autore ha esigenze particolari sull’oggetto libro, l’editore dice chiaramente che le spese relative saranno a carico dell’autore.
    Prima di incontrare Giraldi ho incontrato una miriade di noti editori che richiedevano 5.000,00 euro per la pubblicazione. Con Giraldi non è accaduto.
    Posso confermare che i tempi sono abbastanza lunghi e che possa esserci qualche carenza organizzativa, ma considerato il panorama generale e il fatto che si tratta di una casa editrice piccola e giovane, poca cosa.
    La distribuzione è condizionata dalla richiesta del libro.
    Un esordiente si deve mettere in testa che fuori non c’è nessuno che ti aspetta. La distribuzione è nelle mani di librai e distributori che semplicemente si adeguano alla richiesta, in un mercato dove lo spazio lasciato dai grandi editori ai piccoli è praticamente nulla. Una volta pubblicato un romanzo, bisogna sbattersi per la promozione e pedalare.
    In conclusione credo che chi ambisce a pubblicare debba veramente rendersi conto di cosa c’è fuori e di cosa stiamo veramente parlando.

    Alessandro Bruni

  8. Non è una questione di sola grandezza o potere editoriale, si può essere piccoli editori, come lo è Cristinao Giraldi, ed operare correttamente, non si possono pubblicare più di cento titoli l’anno! Ciò significa solo avere dei tornaconti alla firma del contratto. L’editore deve fare il suo mestiere, che – ma forse e solo una mia opinione – deve trovare autori e promuoverli sul mercato, il che significa anche dare la possibilità all’autore di vendere, al contrario non vedo a cosa serva avere un editore.
    Enrico Gallerati

  9. Finora non mi posso lamentare dell’attivita’ della Giraldi. Ilmio romanzo e’ uscito da poco e sono in contatto con la redazione, cosa che mi risulta facile. Mi sono reso conto sin dalla stpula del contratto di dover investire tempo e denaro nella mia opera, soprattutto per la promozione. E allora? Ritengo la scrittura una professione (se solo un hobby, be’ allora basta stampare da se’ delle copie da distribuire, pero’ poi senza nutrire aluna pretesa). Essendo una professione da perseguire, prima di riuscire (se poi si riesce e’ un’altra questione) bisogna investire tempo, energie e risorse. Nel mio caso le cose si stanno muovendo, pur essendo domiciliato fuori dell’Europa, per mezzo dell’intervento di persone e organizzazioni interessate al mio settore letterario, che pero’ seguo con attenzione, presenziando anche di persona, come ad esempio giornali e media italiani, ma in special modo ucraini, nonche’ Consolato Generale Ucraino di Napoli. Non ho trovato difficolta’ da parte della Giraldi in questo, gia’ studiando anche l’evenienza di concordare una traduzione in ucraino della mia opera per una eventuale divulgazione all’estero (ma bisogna fare un passo alla volta). In questa fase, ripeto, non vedo l’abbandono descritto dagli altri partecipanti del forum. Certo, se volevo star seduto in poltrona a dover vedere le cose muoversi senza il mio agire, be’ allora potrei dire di essere io il primo ad abbandonare la mia opera.E’una questione di co-operazione tra editore ed autore (ancor piu’ dell’autore se si tratta di sconosciuti alla prima eperienza e con una piccola realta’ editoriale), co-operazione che se ben si vede attuano anche i piu’ grandi autori (tour ltterari, manifestazioni, presentazioni, ecc..). Se crediamo nella nostra opera dobbiamo darci da fare per emergere, accettando anche di partire con uno svantaggio (ma non troppo per non finire in bocca a veri e propri squali della classica vanity press – necessario un accurato bilancio -). Se noi siamo i primi a non credere nella nostra opera, pero’ vogliamo che altri ci credano, non credo che cio’ abbia senso. e poi ci vuole una buona dose di realismo sulle aspettative. Tipo, per me: diverro’ ricco e famoso con il mio romanzo? evento improbabile per via di variabili da me indipendenti come fortuna, grado di accettazione del pubblico, (per qualcuno) conoscenze, ecc…Pero’, sempre per me c’e’ il fatto che la professione della scrittura non scontra con la mia professione nella vita, quindi posso farle entrambe, e poi chissa’?
    Saluti a tutti i partecipanti al forum da Mario Dimitrio Donadio – Abu Dhabi – UAE –

  10. Chiedo scusa, un’altra cosa. Chi puo’ aiutare nella promozione dell’autore e quindi della sua opera e’ una buona agenzia letteraria. Al momento sono in contato con una agenzia che ritengo davvero buona a vedere gli autori che trattano. Ovio che anche in questo e’ necessario agire con realismo e per gradi, ma di certo sara’ utile per il mio futuro letterario, come potrebbe esserlo per il futuro letterario di chiunque, specie se si confronta questo con quanto avviene nel mondo anglo-sassone. Saluti di nuovo da Mario Dimitrio Donadio

  11. Bah.Io ho firmato un contratto lo scorso Ottobre:vedremo.Terrò in considerazione quanto letto in questa pagina,grazie a tutti.Vincenzo B.

  12. Cristiano Giraldi? Simpatico e disponibile, ma un po’ briccone. In effetti non chiede contributo (vero e proprio) alla pubblicazione, ma 400/500 euro con la scusa dell’ ISBN (che invece all’editore costa pochi spiccioli). E chi, come me e come tanti altri, si era sentito chiedere anche fino a 5.000 euro per pubblicare, glieli da volentieri quei 500, pur di vedere stampato il uo libro.
    Per il resto concordo con alcuni dei commenti critici; editing inesistente, correzione bozze te la fai da solo, promozione libro inesistente, distribuzione non proprio efficace. Giraldi di libri non ne stampa e rilega 500 copie (come da contratto), ma poche decine per volta, e spesso succede che non ne hanno disponibili per coprire gli ordini, che cosí vengono cancellati. E succede che su alcuni siti online i libri risultano di difficile reperimento, o addirittura “esauriti”, come il mio su La Feltrinelli.
    Insomma, Giraldi non ti fa spendere troppo, e forse a qualcuno non chiede nemmeno i famosi 500 euro per l’ISBN, ma poi il libro te lo devi vendere da solo e il guadagno va tutto all’editore, perché i diritti d’autore inizia a pagarli dalla 500esima copia venduta in poi. In definitiva Giraldi assomiglia più a uno stampatore che a un editore vero e proprio.
    In bocca al lupo a tutti gli aspiranti scrittori!

  13. Concordo pienamente con quanto scritto da Massimo Burioni, anche io ho pubblicato con la Giraldi e ho riscontrato tutte queste problematiche. Editing inesistente, organizzazione eventi non ne parliamo(anzi io da sola ne ho organizzate 10 di presentazioni alle quali nessuno, dico nessuno della casa editrice si è degnato di venire), reperimento libri online impossibile e ordinazione nelle librerie di Roma idem. Non fidatevi del fatto che si spacci per uno che distribuisce con CDA perchè ho parlato con loro e il problema è che la casa editrice non gli manda i libri. Sono il suo distributore ma se non stampa i libri certo non li possono distribuire……comunqie sono capitata per caso su questo sito, ma se voleste ulteriori testimonianze vi invito ad andare a leggere il seguente blog:

    http://simonagervasone.blogspot.com/2008/01/prima-bozza-giraldi-editore.html

    per il resto In bocca al lupo a tutti veramente….
    Alisia

  14. Salve a tutti. Anche io ho avuto la pessima idea di pubblicare con Giraldi una raccolta di poesie. Anche a me è stato chiesto di pagare 350 euro per l’ISBN quando dovrebbe essere un obbligo per un editore e soprattutto sapendo che non gli costa nulla. Comunque, fatto sta che il mio libro non esiste. Non è possibile reperirlo neanche presso la loro sede di Bologna in Via San Felice 18 dove si sono recati miei amici con la volontà di acquistare il libro. Si trova solo virtualmente sui siti di vendita on-line di libri. Ma una volta proceduto all’ordine, il medesimo viene cancellato per “irreperibilità dell’opera”. Dunque si tratta di una vera è propria fregatura. Chiedo a tutti coloro che hanno avuto la stessa esperienza se sono intenzionati a fare una petizione per riavere almeno indietro i diritti delle nostre opere (dato che sul loro contratto c’è scritto che la durata è di 10 anni!). Si, 10 anni per un libro che neanche tengono stampato! Lo trovo ingiusto.

  15. Salve, ho letto con particolare attenzione i vostri commenti. Voglio porgere una domanda a Giuseppe Lorenzini: tu credi che vi è la possibilità di annullare il contratto e riavere indietro i diritti d’autore?
    A questo punto preferisco tenere le mie opere nel cassetto anzicché provare la delusione che molti di voi hanno vissuto. Non è solo una questione di denaro, i nostri libri sono le nostre creature, rapresentano una parte di noi, in definitiva i progetti in cui crediamo veramente e per i quali abbiamo dedicato attenzioni, tempo, energie e quant’altro ancora.
    Ho già avuto un’esperineza devastante con un’altra casa editrice e sinceramente mi è bastata quella…

  16. Cara Laura, dovrebbe essere un nostro diritto riavere i diritti delle nostre opere. Soprattutto le opere di poesia non dovrebbero proprio esistere. Esistono delle norme europee riguardo ai contratti editoriali ma non ne conosco abbastanza. Dovrò studiarmelo e penso di rivolgermi a chi ne capisce. Per adesso sto aspettando la risposta dell’Editore Giraldi proprio riguardo a questo. Ma è sempre all’estero per lavoro! Se ci uniamo tutti noi, possiamo farcela.

  17. Quindi hai chiesto di annullare il contratto alla Giraldi ma finora nessuno ti ha prestato attenzione. Ho capito bene?
    Perché l’idea estinguerlo l’ho avuta anch’io un paio di mesi fa e ad essere sincera, dopo tutto quello che ho letto, il fatto che le mie e-mail siano state volutamente ingorate dalla Giraldi, il fatto che non si stiano attenendo ai tempi stabiliti e via dicendo, mi ha dato molto da pensare.
    Insomma mi hanno cercata in capo al mondo affinché firmassi il contratto con loro chiedendomi espressamente di venire in Italia, e dopo aver firmato si sono dissolti nel nulla.
    Mi avevano detto che il libro sarebbe uscito a maggio di quest’anno, ma è superfluo spiegare che non ho nemmeno avuto le prime bozze.
    A me si sono limitati a chiedere 700 euro per il bollino S.I.A.E. che poi tra l’altro non serve a un gran che. Hanno motivato la richiesta dicendo che in mancanza del bollino vi è la possibilità che il libro non venga registrato e che magari le librerie non accondiscendano ad ordinarlo nel caso qualcuno lo cerchi. Ovviamente non ho voluto accondiscendere in tal senso.
    Sinceramente non so cosa pensare. Più vado avanti con questa storia e più ho l’impressione di capirci meno di prima.
    Come qualcun’altro ha scritto in questo blog, effettivamente nessuno di noi anela al successo, ma cerchiamo solo trasparenza, patti chiari e amicizia lunga, magari si potrebbe stabilire in anticipo nel contratto la data in cui il libro dovrebbe uscire dal momento in cui è stato stipulato, sarebe forse un piccolo passo in avanti per arginare uno dei problemi qui elencati?
    Secondo me Giuseppe ha ragione, in qualche modo tutti noi dovremmo unirci e fare qualcosa di concreto.
    Tu Giuseppe cosa proponi?

  18. L’anno scorso Giraldi mi ha detto che il mio libro sarebbe uscito a Dicembre 09.Certo che leggendo molto commenti,sembra più probabile che io abbia un flirt con Sabrina Ferilli…

  19. Cara Laura, posso solo dirti che Giraldi ti ha davvero truffato. Nessun editore può chiederti di farti pagare il bollino SIAE (che costa qualche centesimo) e soprattutto non centra nulla con le case editrici, nel senso che si limita ad essere una scelta dell’editore ma non un obbligo legale. Per quanto riguarda il contratto, potresti inviarmelo per email a giuseppekrakoviak@yahoo.it per confrontarlo con il mio. Il loro contratto è scritto in maniera molto contraddittoria e soprattutto c’è scritto al punto n. 1 che le spese sono sempre ed esclusivamente a carico dell’editore. Dunque una qualunque altra richiesta di denaro fa declinare il contratto stesso. Io propongo di raccogliere le nostre testimonianze, i nostri contratti fasulli, le nostre ricevute pagate per ISBN o SIAE e rivolgerci ad un’associazione di consumatori per far rispettare i nostri diritti e soprattutto per riavere i diritti delle nostre opere. Senza paura ma con molta umiltà. È importante che la Giraldi ci fornisca delle chiare delucidazioni.

  20. Da http://www.siae.it/Faq_siae.asp?

    9. “E’ obbligatorio aderire alla SIAE?

    Non è obbligatorio aderire alla SIAE. L’adesione alla SIAE è libera e volontaria. L’autore può teoricamente decidere di curare direttamente i rapporti con gli utilizzatori per tutelare i propri diritti, ma di fatto l’intermediazione di una organizzazione specializzata e capillare è indispensabile.

    In Italia, l’attività di intermediazione è riservata dalla legge alla SIAE in via esclusiva. L’ autore può comunque scegliere di aderire ad altre Società di autori di Paesi stranieri.

  21. Questo sono i costi della SIAE (fonte: http://www.siae.it)

    Tariffe

    La misura del compenso da corrispondere alla SIAE per il servizio di deposito presso il Copyright Office di Washington è costituita da:

    USD 45 al cambio del giorno;

    Euro 41,32 (Lit. 80.000) – se il richiedente aderisce alla SIAE il compenso è ridotto a euro 23,24 (Lit. 45.000);

    le spese di spedizione dell’opera al Copyright Office di Washington tramite CAI-POST, e le spese postali per l’invio finale del certificato di deposito.

  22. http://fhf.it/progetti/liberius/diritto-dautore-e-contratti-un-contratto-editoriale-misto-con-licenza-creative-commons

    Leggete attentamente. C’è scritto in maniera chiara Capitolo II n.2: “In ogni caso ambedue le tipologie di contratto prevedono che l’autore ceda il diritto di pubblicazione per le stampe per conto e a spese dell’editore. Solo in questo caso si ha di fronte ad un vero e proprio contratto di edizione, quando cioè l’editore si assume l’iniziativa, il rischio ed il costo della pubblicazione.” E infatti sul contratto di Giraldi c’è scritto al punto n.1 che “la pubblicazione avverrà per conto e a spese dell’Editore, che fisserà in piena autonomia il prezzo di ogni copia messa in commercio” dunque non deve esistere in nessun modo la richiesta di soldi per la pubblicazione, sia che si tratti di ISBN che di SIAE!

  23. ho firmato anche io un contratto lo scorso ottobre ..quasi un anno fa… mi avevano chiesto 700 euro ma avevo difficolta economiche che persistono…
    quindi da cio che capisco non devo o meglio non dovrei, sganciare un solo euro
    perche giraldi pubblica tanto???
    me lo sono chiesto anche io, non sono editore ma se lo fossi cercherei solo libri che potrei promuovere e in cui crederei davvero
    le librerie serie che conosco mi dicono che la percezione di Giraldi è abbstanza negativa magari solo uno o due titoli sono degni di una capillare pubblicita
    dove ha il guadagno un editore che pubblica molto per ottenere pochi risultati concreti?? dalla contribuzione di 350-700 euro??
    io penso di avere un bacino di clienti abbastanza alto( magari un 2000 copie dovrei paizzarli ) ma se non li stampano sarebbe un guaio!! io ci sono per una mozione … l unione fa la forza anche andando insieme alla redazione..immagino decine di scrittori che cercano di capire l’ingranaggio in cui opera la Giraldi editore..p.,s. avete visto il sito?? nonè navigabile!!! saluti

  24. Giraldi ha già ignorato due mie email,proverò a telefonare.Ma che il libro uscirà a Dicembre 2009,come aveva detto lui,lo vedo molto difficile.

  25. @ Flavio, un editore che non chiede soldi ha due opzioni: pubblicare pochi titoli, ma vendere molte copie, oppure pubblicare molti titoli e venderne poche copie di ognuno. Giraldi applica la seconda opzione (e in più chiede anche un piccolo contributo, che non guasta): infatti pubblica decine di titoli e conta sulla buona volontà degli autori per vendere qualche centinaia di copie di ogni titolo. Considerando che fino alla 500ma copia non versa diritti d’autore, il guadagno é tutto per lui.
    Se pubblica 30 autori all’anno e guadagna anche solo 5 euro a copia, il conto é presto fatto:
    30 titoli x 5€ x 300 copie = 75.000 euro!
    Mi sembra chiaro, no?

  26. Il mio semplice calcolo nel post precedente va rifatto; vedo sul sito di IBS che nel 2009 Giraldi ha già pubblicato ben 70 nuovi titoli…!
    Niente male per un piccolo editore… 😉

  27. Avrò mandato una trentina di mail… ma l’editore non mi risponde! Io rivoglio i diritte sulle mie poesie e soprattutto i soldi cacciati ingiustamente per pagare il codice ISBN! Uniamoci!

  28. Hai ragione! Sul contratto non è specificato il pagamento dell’ISBN, anzi, è specificato questo: al punto n. 1) è espressamente scirtto che “la pubblicazione avverrà per conto e a spese dell’Editore, che fisserà in piena autonomia il prezzo di ogni copia messa in commercio”

  29. Salve a tutti. Come ho già fatto in altri blog relativi a Giraldi Editore, vorrei chiarire alcuni dettagli: il contributo che Giraldi chiede non serve all’acquisto dell’ISBN, che all’editore costa poco più di 2 euro; inoltre non è “normale” che i libri richiedano tempi di uscita superiori ai due, tre, massimo sei mesi.

  30. Ciao,
    vorrei portare la mia testimonianza come autore della Giraldi.
    Io ho firmato un contratto con diritti sin dalla prima opera e fin da subito Cristiano mi disse che ci sarebbero voluti mesi e mesi per la pubblicazione (magari mesi…). A meno che, mi disse, tu non paghi l’editing esterno con 500€ (non si trattava di siae nel mio caso, quello l’avrebbe messo lui…) cosa che comunque accettai. Risultato: il mio libro è uscito un anno dopo il pagamento. Promozione zero, distribuzione zero se non sui siti internet. Per fortuna, diverse persone l’anno richiesto (anche in tutta italia in libreria) a seguito di mie promozioni personali su siti, forum, e agganci vari…e alla fine ho visto il mio libro a scaffale da Feltrinelli e librerie coop… anche se 2 o 3 copie al massimo. L’idea che mi sono fatto della casa editrice è che ti fanno spendere quei 500€ per coprirsi dalle spese e garantirsi un guadagno… loro ne stampano 10 copie alla volta a seconda delle richieste, ecco perchè spesso non è disponibile. Ora, sapendo che probabilmente l’editore ci gioca un po’ su questo fatto della siae o delll’editing esterno, la questione è che lui ti stampa il libro un circa un annetto (nel mio caso che ho pagato i 500€) e poi sta tutto a te promuoverlo e venderlo, a lui non interessa più di tanto perchè tanto l’entrata l’ha già avuta. Se a uno sta bene pagare quella cifra per vederselo pubblicato e darci sotto con la promozione ok, altrimenti lasciate perdere. Se non si paga rischiate di far passare 5 o 6 anni (se mai lo pubblicano). Insomma mi dà l’idea che Giraldi sia più no stampatore a pagamento piuttosto che un editore.
    Ciao,Ale.

  31. Mi chiedo? Perché non tutti hanno qualcosa da ridire sulla casa editrice Giraldi? Perché, se le cose stessero effettivamente così come appaiono da questo blog e da quello di Simona Gervasone, ci dovrebbero essere centinaia di autori delusi e scontenti, non poche decine. Quindi Giraldi adotta comportamenti diversi da autore ad autore? Ed ancora, perché questa pessima storia su Giraldi Editore non trova una direzione univoca, sfociando in una forma di disputa legale, più che giustificata dalla quantità di proteste e malcontenti vari? Da almeno due anni esiste il “problema Giraldi” ed esso si sta ampliando sempre più di pari passo con l’aumento del numero delle pubblicazioni annuali della casa editrice. Penso che sia inutile continuare a lamentarsi e basta! Giorgio Cascio

  32. Giorgio il blog si è trasferito. Puoi trovare l’articolo qui e qui e rispondere lì, se ti interessa (anche se sono molto d’accordo sul discorso legale: perché gli autori scontenti non si rivolgono a un giudice? Capisco che si dica “massì, alla fine sono solo 500€ e di avvocato ne spendo di più”, ma si possono sempre chiedere i danni morali)

  33. Comunico che Giraldi, dopo una lunga telefonata, in maniera molto gentile e disponibile, mi ha spiegato i vari problemi accaduti per la messa in edizione del mio libro. Così ha deciso di rimborsarmi con la stampa di 50 copie che mi verranno consegnate gratuitamente e senza spese. Sono molto soddisfatto da questo accorso, anche perché Lui si è davvero dimostrato interessato a spiegarmi i motivi che hanno ritardato la messa in stampa e in vendita del libro.

  34. Salve, anch’io sto pubblicando con Giraldi e le vostre testimonianze mi stanno mettendo un pò di allerta.
    Ecco la mia. Poco più di un anno fa ho firmato un contratto con la casa editrice.
    Devo dire che fra le modifiche contrattuali ho imposto una data massima x la pubblicazione. E difatti quando dopo diverse telefonate x chiedere i tempi, un paio di mesi fa gli ho scritto che si avvicinava il termine, così si sono riletti il contratto e l’editor ha cominciato a lavorarci.
    Al momento della firma anch’io ho versato una cifra sui 400-500 € ma in questo caso erano per la registrazione del contratto alla PS e alla SIAE: ho accettato perchè in alternativa non ci sarebbe stata nessuna registrazione.
    Ma credo che ora andrò a controllare.
    Avevo anche sentito che vi erano un pò di problemi nell’approviggionamento ma questo potrebbe essere un problema facilemente risolvibile.
    Per quanto riguarda il pagamento delle bozze, il contratto prevede un contributo nel caso si superino le 2 cianografie (prove di stampa): ma se si correggono bene le bozze prima, e se si utilizzano le mail per le varie bozze, quante prove di stampa servono?

  35. Sempre io.
    A proposito il mio contratto non riporta un numero di copie minimo per il versamento dei diritti, ma solo una data annuale in cui deve essere effettuato il versamento

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