Intervista a Luana Troncanetti

Oggi si è tenuto l’Incontro con l’Autore. Come sapete, l’ospite era la bravissima e spiritosa Luana Troncanetti, che si è dimostrata ancora una volta gentile e disponibilissima con tutti e ha risposto alle numerose domande dalle quali è stata letteralmente travolta.

Dall’incontro di oggi ricaviamo quest’intervista, frutto del botta-risposta tra gli utenti e Luana.

D: Ci parli un po’ della trama del suo libro.

R: Il termine probabilmente più adatto a definire “Le mamme non mettono mai i tacchi” è saggio, anche se il tono del libro è deliberatamente scanzonato e divertente; ha connotazioni sia del romanzo sia dell’autobiografia, del manuale e del trattato, pur senza essere inquadrabile in queste forme. Il personaggio principale, l’unico, è la tragicomica quotidianità dell’essere madre.

Il filo conduttore del libro può essere riassunto dal pensiero di Donald Woods Winnicot, un eminente pediatra inglese che esortava le mamme a liberarsi del senso di colpa e ad accontentarsi di essere madri sufficientemente buone. Stanca di tutti i trattati di autorevoli psicologi infantili che si arrogano il diritto di spiegare come crescere correttamente dei figli, ho creato questa antiguida al mestiere di mamma, una sorta di sfogo per tutte le madri come me sfinite dal dover eguagliare lo stereotipo della genitrice perfetta.

Per inciso, nel libro non faccio altro che parlare del quotidiano di ogni mamma. I capitoli sono divisi in vari argomenti, assolutamente distaccati l’uno dall’altro ma tutti facenti parte dell’universo bimbo-mamma.

Parlo della suocera rompicoglioni, del marito che non collabora, delle leggende sul parto, della difficoltà di far addormentare un bimbo che non vuole chiudere occhio neanche a padellate, della vita sessuale che subisce un arresto sconfortante.
Cosucce così, ma a detta di molte mamme il risultato è molto divertente.

D: Cosa si prova ad essere davvero una scrittrice?

R: Moon, tesoro. Io non sono ancora una scrittrice!! Ci sto provando!

D: Due domande: Ho visto che ha pubblicato diversi libri con Boopen, cosa ti ha spinta a pubblicare tramite questo servizio, e non andare alla ricerca di un editore, anche piccolo che non pubblichi a pagamento?
Da cosa nasce, per te, l’idea di scrivere un romanzo?

R: Chi mi segue da tempo su questo forum sa che mi sono affidata ad un POD semplicemente perchè non sono mai stata convinta di possedere le capacità di una vera scrittrice. E stata una scelta dettata dalla scarsa fiducia nelle mie potenzialità- Ho quindi bypassato la normale procedura affidando le mie opere a chi l’ha pubblicata a prescindere dal suo valore.

Le mamme non mettono mai i tacchi non è un romanzo, la sola idea di scriverne uno mi faceva venire gli attacchi di panico. Poi è saltato fuori il concorso Mondadori, e sto scrivendo un romanzo la cui storia mi è stata ispirata da un incontro con una donna che ha adottato una bambina.

D: In futuro sarà possibile trovare il tuo libro in libreria?

R: Ufficialmente dovrei dire di no, ufficiosamente posso dirti che è una promessa che prima o poi la Boopen manterrà. Il loro tempo stimato è fra 6 mesi, io penso più realisticamente che ciò non avverrà prima di un anno, anche qualcosina in più.

D: Lu, una domanda: in quanto tempo hai scritto Le mamme non mettono mai i tacchi? Dopotutto, l’hai scritto con un figlio piccolo da accudire, non dev’essere stato facile…

R: Non ci crederai, ma ho impiegato esattamente 9 mesi per scriverlo. Una gestazione! E’per questo che lo considero come un secondo bambino. E’stato davvero difficile, perchè nel frattempo lavoravo ( facevo anche i turni dalle 21,00 all’una di notte) e combattevo con un bimbo terribile. Ma, come disse qualcuno, volli, sempre volli, fortissimamente volli!!!

D: volendo, se nel frattempo provassi a contattare un editore “tradizionale” e questo decidesse per il “sì” alla pubblicazione, non si potrebbe lasciar cadere il presente contratto con la Boopen?

R:
La soluzione ideale sarebbe la coedizione: Boopen mi vende on-line, Pizza e Fichi mi vende in libreria. Questo è previsto dal contratto, purtroppo le case editrici tradizionali vogliono opere totalmente libere da ogni vincolo contrattuale, anche se circoscritto ai soli diritti di vendita in Internet.
Dovrei sperare in un miracolo: una casa editrice così innamorata del mio libro da chiedere il riscatto anche dei diritti on line alla Boopen.
Più facile che le mie tette si rialzino da quei 5 cm di depressione gentilmente offerti dall’aver allattato un figlio…

D: Io non amo boopen, è risaputo…Però se il tuo libro ha avuto successo anche senza una vera e propria campagna pubblicitaria sono certa della sua validità!
Dunque questa esperienza ti ha resa più sicura sulle tue capacità o ti ha forse messo ancora più ansia?
Si dice che il secondo libro sia sempre il più difficile…si deve eguagliare e superare il primo, tu come la vivi questa situazione?

R:
A mio avviso Le mamme… ha venduto abbastanza. Considera che l’unica pubblicità di cui ha potuto beneficiare è stata quella che ho fatto io tramite blog. Forse l’aver pubblicato con un POD e l’aver scoperto di aver scritto invece un libro nel suo genere valido mi ha posto di fronte a una sfida. La situazione è complicata: in realtà io ho scritto un libro carino che ha un handicap: quello di essere già stato edito a metà… Questo mi pone in una posizione svantaggiata addirittura rispetto a un esordiente assoluto.
Il secondo libro, quello che sto inspiegabilmente scrivendo, penso che non debba eguagliare o superare il primo. Non mi pongo questo limite, anche perchè sono totalmente diversi.
Il primo è un saggio, il secondo un romanzo

D: come hai fatto a promuoverti?

R: Dunque, la promozione è stata semplicissima: ho aperto un blog e ho iniziato a scrivere della mia vita. Ma non ne ho fatto un pallolissimo diario personale, detesto i blogger che ti raccontano che quel giorno sono andati dal dentista… Io parlo di me cercando sempre di coinvolgere il pubblico. Poi, con nonchalance, ogni tanto BUTTAVO LA’ il fatto che ho pubblicato 3 libri.
Non ci crederete, ma ha funzionato semplicemente con il passaparola!!

D: Come ha fatto a promuoverlo? La distribuzione? Chi si è accorto della validità della sua opera? e come? Di che parla?

R: L’ho promosso tramite blog ( un filino di culo, diciamolo, ha fatto la sua) e – soltanto dallo scorso agosto, quindi meno 3 mesi fa all’incirca, ho scoperto che puoi fare dei comunicati stampa gratis in rete. Ne ho approfittato biecamente. Se digiti il mio nome e cognome su google ci sono risultati anche in Wikipedia.
La distribuzione è soltanto – per il momento- on line. Ho però comprato 100 copie personali ( prima 50 e dopo, visto il piccolo successo, ne ho acquistate altre 50) ad un costo inferiore al prezzo di copertina ( le ho pagate poco più di 6 euro, il libro ne costa 10).
Ho organizzato 1 conto vendita presso 1 libreria, in 1 edicola, ho venduto molte copie a scuola di mio figlio e in palestra. In questi due ultimi luoghi è bastato chiedere il permetto di attaccare 1 locandina pubblicitaria. Il resto l’ho fatto io, anche qui PARLANDO CASUALMENTE DEL FATTO CHE AVEVO SCRITTO 1 LIBRO, guarda caso ho reso noto questo particolare soprattutto alle mamme.

Le prime ad accorgersi della sua validità sono state le mamme, avendone conosciute molte di persona ho avuto modo di sentire in diretta i loro commenti.
Questo è il messaggio di una di loro:

“ Mamma di tre figli, l’ho letto in 24 ore. Giurami che mi avvertirai quando scriverai il prossimo. Mi hai fatto rispecchiare in ogni pagina. Ad ogni capitolo dicevo: questo è il più bello. Invece il più bello era quello dopo e poi quello dopo. Mi hai fatto ridere per tutto il libro. E mi hai fatto piangere alla fine. Ti prometto che ne compro altre cinque copie, da regalare a chi so io. E… voglio vederti fra i best seller! Non arrenderti neanche se ti passano avanti tutti i raccomandati del mondo perché sei brava davvero!”

Anche caym (editor freelance che collabora con noi, ndr) ha trovato il libro carino e mi ha omaggiato di una recensione positiva. E se a parlarne è bene è la nostra editor cattiva, allora possiamo crederci!!

D: da dove deriva l’amore per la scrittura… colpo di fulmine? oppure una preparazione con scuole, corsi e cose del genere… un amore da sempre… un qualcosa di irresistibile che la spinge a scrivere?

R: non ho mai seguito corsi speciali. Ho sempre avuto una naturale predisposizione alla scrittura, anche se queste sconclusionate ai vostri quesiti farebbero presupporre esattamente il contrario! Non è semplice rispondere in tempo utile ad ognuno di voi!

Mi è sempre piaciuto scrivere, anche se in realtà non l’ho mai fatto se non a scuola. negli ultimi 2 anni si è risvegliato il mio antico amore per la scrittura ed è stato proprio grazie a quell’adorabile terrorista di mio figlio che ho tratto ispirazione. Devo moltissimo a lui, è Alessandro che scrive i miei libri!

D: ma l’idea di scrivere quel genere di libro come è venuta?
Dal fatto che tu stessa sei mamma? O da un’ispirazione improvvisa?

R:
Vedo che hai centrato pienamente il punto: l’idea di scrivere il libro è nata dal mio essere mamma e da un’improvvisa ispirazione.
Circa 2 anni fa conducevo una vita terrificamente: in piedi fin dall’alba, fino al primo pomeriggio mi occupavo di Alessandro che di notte non dormiva mai. Poi andavo a lavorare ( ero un impiegata Telecom) per circa 4 ore, riprendevo Ale che avevo lasciato da mia suocera e spesso dovevo occuparmi da sola di lui fino a mezzanotte ( mio marito è un turnista, torna spesso tardi dal lavoro).
In più, mio figlio era vivacissimo, precocissimo, inappetente, rompicoglioni, chiacchierone, insomma: UN CASINO!
L’immenso amore che nutro per lui ha trasformato la naturale voglia di lamentarsi di quella vita di m…. in un allegro sfogo che è poi diventato ” Le mamme non mettono mai i tacchi”
L’idea di scrivere il libro mi è venuta improvvisiamente, alle 6 del mattino, mentre stiravo 1 catasta di panni e Alessandro già smiagolava dal lettino perchè si era svegliato. Ho afferrato 1 pezzaccio di carta e 1 matita e ho buttato giù lo schema del libro.
Bizzarro, ma vero!

D: Se potessi tornare indietro, a chi spediresti il manoscritto per un’eventuale pubblicazione? Qualche casa editrice in particolare?

R: Castelvecchi, Newton & Compton e Sonzogno, ad esempio. Ho scoperto che pubblicano collane dove ” Le mamme…” potrebbe essere ben inserito.
In ogni caso, ho comunque inviato loro i manoscritti per sperare in 1 coedizione.
Non si sa mai!

D: Quando hai deciso che il tuo libro era pronto per il pubblico?
Io rileggo mille volte ciò che scrivo, come si fa a sapere quando è pronto per cavarsela da solo?

R: Non ero affatto sicura del fatto che sarebbe poi stato letto da qualcuno. L’ho quindi riletto appena, anche perchè non parlava dei misteri dell’universo ma di rigurgiti e cacche… L’idea di farlo pubblicare da Boopen era in realtà nata per regalare questo libro ad amici e parenti, non per farne un qualcosa di commerciale. Quindi mi sono preoccupata poco del editing ( si dice così?)

D: Il titolo mi piace moltissimo…è nato prima o dopo la stesura?
Come ti è venuto in mente?

R:
Carissima, mi stai confondendo con tutti questi complimenti. Ho le orecchie rosse!!
Comunque, il titolo è nato contestualmente all’idea di scrivere il libro, sempre quella mattina in cui ero in piedi alle 6 perchè dovevo stirare.
E’scaturito da un semplice sillogismo: le mamme corrono sempre, si fanno 1 mazzo così tutto il giorno e quindi non mettono mai i tacchi.
Mio figlio, poi, mi faceva davvero correre tutto il giorno. Il non poter più mettere i tacchi è stato praticamente automatico da quando è nato lui. Era davvero 1 impresa impossibile!!

D: Luana, hai già pensato di scrivere qualche altro libro?

R: Perdonami se ho saltato la tua domanda, all’inizio sono stata subissata di questioni e ho perso la tua per strada… In realtà ho scritto 3 libri, il primo è oggetto di questo incontro,gli altri due sono delle stupidate ma delle graziose stupidate.
Sto preparando il mio quarto libro, quello che parteciperà al concorso What Woman Write (concorso Mondadori, ndr) e ho quasi terminato la mia quinta fatica, una raccolta di racconti brevi.

D: Quando ti sei accorta che stavi iniziandio a vendere? E quale è stato il momento in cui ti sei accorta che era scattato il passaparola?

R: La Boopen ci mette in condizione di controllare in tempo quasi reale le vendite. Nella nostra pagina personale c’è un link ad un sistema che registra le vendite, anche quelle effettate tramite Bol, IBS, e moltissimi altri siti.
Ho iniziato ad accorgermi che qualcuno parlava bene di me semplicemente digitando il mio nome su un motore di ricerca.
Questo qualche esempio delle recensioni assolutamente spontanee che girano in rete ( non ho soldi a sufficienza per pagare una clack!)

http://daisi.splinder.com/post/18498376

http://vitaimpossibiledimamma.splinder.com/?from=20

http://blog.alfemminile.com/blog/seeone_13…-I-TACCHI-E-NON

http://www.ciao.it/Le_mamme_non_mettono_ma…anetti__1130000

http://www.libriescrittori.com/libri/le-ma…na-troncanetti/

http://abbassocenerentola.blogspot.com/200…-tacchi-di.html

Perché riporto tutti questi link ? Non per vantarmi di aver creato chissà quale capolavoro, non perché voglio crogiolarmi in presunti meriti che sicuramente non possiedo, non per dirvi “ UUUUUUUU! Come sono stata brava!”, ma semplicemente perché questa è l’unica arma che posso sfoderare per farmi conoscere.

Ho letto e acquistato porcherie di gran lunga peggiori del mio libro, ma erano state scritte da autori famosi, e questo è una garanzia. L’unica garanzia che posso offrirvi sono le testimonianze di chi ha già letto il libro.
D: chi ti ha fatto la copertina?

R: La copertina, che fra parentesi non piace per nulla a caym e invece è la cosa che colpisce di più nel mio libro, è stata creata utilizzando 1 semplicissima clip art da word.
Quando invii il manoscritto a Boopen per la pubblicazione, contestualmente puoi creare la tua copertina con un loro programmino. L’ho fatta io, non sarà 1 granchè ma le mamme rimangono letteralmente ipnotizzate da quel paio di scarpe fiammanti!

D: Per il tuo prossimo libro, un romanzo, ti baserai ancora su esperienze reali prese intorno a te o inventerai personaggi inesistenti?

R:
Io riesco a scrivere soltanto di ciò che vedo attorno a me. Il romanzo che sto scrivendo nasce dalla frequentazione di una ragazza che ha adottato una bimba di colore. La mamma di questa bimba di sta sottoponendo con pazienza ai miei interrogatori circa le sue sensazioni, la trafila che ha dovuto intraprendere per riuscire a diventare la mamma di A. in un modo così spontaneo e carino che vengono ad entrambe le lacrime agli occhi quando parliamo assieme.
Mio figlio e A. frequentano la stessa piscina, e io parlo con questa meravigliosa mamma per un paio d’ore la settimana, giusto il tempo di scrivere il capitolo successivo.
In realtà non parlo affatto della storia di A, ma è estremamente utile per me parlare con qualcuno che ha vissuto questa esperienza che è il punto cardine del mio romanzo.

D: Questo è un forum che disprezza l’editoria a pagamento, quale è il tuo parere su questo argomento?

R: Ti ringrazio da morire per l’attenzione, non per glissare la domanda ma ho aperto un topic apposito sull’argomento POD che ha scatenato davvero il putiferio. Non parlo di polemiche, anzi! Però non posso davvero rispondere in poche righe perchè è impossibile!

D: Hai mai dubitato della qualità del tuo lavoro? O credevi in cosa avevi scritto? Te lo chiedo perchè queste sono sensazioni che si alternano in me, in qualità di esordiente. La fiducia in se stessi e l’umiltà come possono convivere secondo te? E quanto sono importanti?

R: Io dubito spesso del mio lavoro, ma riesco ad accorgermi se ho scritto qualcosa di buono quando ciò che scrivo mi crea un’emozione, una qualsiasi.
Fiducia in se stessi e umiltà non convivono, infatti, non pacificamente! Diciamo che vivevo molto meglio 1 anno fa, quando a nessuno era mai saltato in mente di dirmi che scrivo bene.
Ora ho maggiore fiducia in me stessa ma conservo la stessa umiltà, il che non è male ma crea confusione. Direi che bisognerebbe mantenere la giusta misura di umiltà senza sottovalutarsi troppo ( come purtroppo è successo a me) e in ogni caso non farsi fregare dalla fiducia, che spinge verso cocenti delusioni.
Il tormento c’è, e non so purtroppo suggerirti un metodo per liberarsene. Forse è il destino di noi artisti vivere dilaniati da sentimenti contrastanti…

D: Ascolta Luana, quasi tutte le domande che volevo porti vedo che hanno già una risposta, me ne resta solo una: pensi che la strada da te intrapresa per farti conoscere e per farti pubblicare sia da preferire per un esordiente? ti senti soddisfatta o avresti voluto, come io penso, che la tua opera avesse avuto una cassa di risonanza più ampia?
In poche parole, secondo te basta il mondo web a consegnare i tuoi pensieri ad un pubblico vasto, e qui non voglio nominare un eventuale successo “economico”, o reputi necessario l’intervento della grande editoria?
Grazie dell’attenzione.

R: Carissimo oroserio, sono davvero felice di sentire che ci sei anche tu! Confermo la tua ipotesi: mi sono pentita di aver affidato la mia opera ad un POD e il mondo del web è davvero smisurato per pretendere di riuscire a farsi un nome soltanto con le proprie forze. L’unica cosa che rimprovero alla Boopen ( che comunque non ha fatto altro che fare il suo dovere, cioè pubblicarmi) e quella di non sforzarsi di pubblicizzare di più lavori come il mio e quello di altri colleghi che meriterebbero una maggiore visibilità. Questa visibilità, a mio avviso, dovrebbe essere opera dell’editore, per quanto sui generis, piuttosto che pesare sulle spalle dell’autore che deve ingegnarsi in ogni modo per farsi conoscere.
Detto ciò, ribadisco che la Boopen ha finora tenuto un comportamento ineccepibile sotto il punto di vista contrattuale, il fatto che non ci pubblicizzi come vorremmo è soltanto un ” in più” che farebbe piacere a noi autori, non una sua inadempienza contrattuale.
La grande, media editoria ha ovviamente un impatto diverso. Peccato non aver avuto fiducia nelle mie capacità…

D: Credo che anche il tuo prossimo lavoro mi interesserà molto…io sono stata adottata, vengo dal Brasile…quindi non vedo l’ora di leggerlo!

E’ vero che fra autore e libro (Intendo fisicamente esistente: copertina, rilegatura…) si crea un legame affettivo?

R: Tesoro, se davvero arriverai a leggere questo mio libro probabilmente leggerai una mia opera postuma perchè sarò morta di gioia! Ho sempre detto che i romanzi non erano roba per me, ma quando ho sentito che la Mondadori aveva organizzato questo concorso qualcosa dentro di me ha iniziato a prendere vita e mi sono detta: al diavolo tutto, io ci provo! Chi se ne frega se non scriverò il capolavoro del secolo, sarà comunque la testimonianza del mio cuore, del mio cervello, della mia fatica. Sarà il mio primo, vero libro perchè avrò finalmente il coraggio di sottoporlo all’attenzione di un editore vero, e che editore!
Quindi, se veramente tu leggerai questo libro, vorrà dire che avrà vinto il concorso Mondadori. Ecco perchè leggerai un’opera postuma…
Scherzi a parte, mi auguro davvero che qualcuno si degni di pubblicarlo. E’carino, dico sul serio, davvero davvero carino. Molto nello spirito del concorso, dove chiedono di inviare un romanzo moderno, che si possa leggere mentre l’acqua della pasta bolle oppure mentre si va a lavoro in metro.
Io tratto argomenti delicati come l’adozione e l’aborto ricoprendo comunque il tutto con un sottile velo di ironia. Incredibile, azzardato? Ti assicuro che si può fare e questo regala a un’ opera tendenzialmente strappalacrime e melensa un tono di verità assoluto, perchè la vita è un misto di lacrime, risate e gioia.

D: La cosa che mi piace molto del tuo stile è l’ironia fluida, mai volgare o stupida…
Ti viene spontanea?

R: Direi di si… In effetti non scrivo mai qualcosa con l’intento di far ridere per forza qualcuno. In verità detesto proprio quelli che hanno questo atteggiamento! La simpatia è come il sedere sodo: o ce l’hai o non ce l’hai. Inutile andare in palestra se non ce l’hai…
Io adoro i comici che parlano di vita reale, dei rapporti interpersonali fra uomo e donna, di quanto sia snervante convivere con la suocera o il figlio adolescente.
Detesto quello che vogliono far ridere con i tormentoni o la volgarità: ottengono l’effetto contrario.
Il comico che mi parla del delirio che c’è di Domenica all’Ikea mi fa scompisciare, quello che mi fracassa l’anima con i tormentoni neanche lo sto a sentire…
Mmmmmm, ad occhio e croce ho divagato. Qual era la domanda?

D: Lei ha detto che la pubblicità se l’è fatta da sola. Ha sentito per caso un effetto di.. “sasso nello stagno”? cioè, mi spiego meglio… dopo aver “lanciato” il suo libro, ha riscosso un interesse sempre più grande man mano che si diffondeva oppure ad un certo punto si è fermato?

R: Conosco benissimo l’effetto “sasso nello stagno” ma non posso in tutta sincerità attribuirlo al mio libro. Forse in futuro i cerchi diventeranno sempre più ampi, il sassolino dell’autopubblicità ( si potrà dire?) l’ho lanciato solo 3 mesi fa anche se il libro è stato pubblicato esattamente a dic 2007.
Mi ero stancata di vederlo fermo in vetrina, e quindi ho provveduto da sola. Ma non so ancora dirti se riuscirò ad ottenere l’effetto sasso nello stagno.

Ti deciderai prima o poi a darmi del tu oppure devo farti bannare dalla terribile ayame?

D: ciao Luana, purtroppo giungo solo ora… volevo chiederti se in tutto il pecrcorso che hai fatto (idea-messo per iscritto-pubblicazione) hai mai avuto mometi in cui pensavi che non ce l’avresti fatta. Se sì, come li hai superati?

Un grandisssimo in bocca al lupo per i tuoi nuovi progetti!!!

R: Proprio perchè ho pubblicato il libro praticamente per gioco, senza lo scopo specifico di sottoporlo all’attenzione di un editore, non ho avuto grandi momenti di sconforto.
Però una vocina dentro di me continuava ad esortarmi a proseguire e ho superato tutta la stanchezza semplicemente perchè, lo confesso finalmente, IO SONO WONDER WOMAN! E’stato un piacere immenso parlare con tutti voi e un onore cercare di rispondere alle vostre domande.

Un bacio e un abbraccio dalla mamma senza tacchi, incrociate tutti le dita per me affinchè questa corsa contro il tempo si il più possibile orfana di ostacoli.

Scrivere un romanzo in meno di quattro mesi è una vera follia, ma sono certa del fatto che tutto il vostro affetto mi porterà fortuna.

Grazie a tutti per l’attenzione e buon proseguimento di serata.

Luana Troncanetti, pseudoscrittrice.

Un grazie alla nostra mitica Luana, che ci ha dedicato più di due ore del suo tempo.

Chiudo con un invito a voi tutti…siamo sotto Natale. Se avete apprezzato l’ironia e la simpatia di Luana, fatele un regalo: regalate o regalatevi il suo divertente libro, “Le mamme non mettono mai i tacchi”. Costa solo 10€, farete felice una bravissima autrice e contribuirete alla crescita dell’editoria – in questo caso assai anticonvenzionale – di qualità, premiando il vero talento.

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