Intervista a Francesco Falconi

E’ appena terminato il terzo incontro con l’autore che, come sapete, vedeva ospite Francesco Falconi.

Ecco qua l’intervista che è uscita:

D: Quando e come ha cominciato a scrivere?

R: Ho iniziato a scrivere la prima stesura di Estasia a 15 anni, nel 1990, poi ripreso e totalmente rivisto nel 2005, fino alla pubblicazione con l’Armando Curcio editore del 2006.

D: Che cosa l’ha spinta a pubblicare con la Asengard?

R: Ho seguito le pubblicazioni Asengard, ho trovato dei libri curati nei minimi particolari, dalle copertine stupende. Questo è bastato a farmi decidere oltre, ovviamente, al responso positivo dell’editore su Prodigium.

D: Qual è il miglior approccio per verificare la validità di un romanzo?

R: Rileggerlo più volte e, una volta finito, rileggerlo ancora. Poi, quando si è persa l’oggettività, farlo valutare a una persona esterna, assolutamente non amico o familiare.

D: Ho visto che hai pubblicato con un editore con la E maiuscola ( Curcio), con tutto il rispetto dovuto a piccoli editori che non chiedono contriibuto. Quali sono state le tue mosse?

R: Ho mandato una scheda del romanzo, per sapere se erano interessati al genere. Quindi, ricevuta la loro risposta, ho inviato il manoscritto e ho aspettato ;)

D: Quando ti sei reso conto che quello che avevi scritto era davvero un romanzo e meritava una possibilità?

R: Hum… quando mi sono arrivate le prime mail dei lettori, quando era già sugli scaffali.
In realtà, la prima pubblicazione di Estasia1 risale al 2006, ma adesso che sono al quarto libro mi pare un secolo fa…

D: In quanto tempo ti hanno risposto, quelli della Curcio?

R: Sei mesi circa. Ma credo che ultimamente i tempi si siano un po’ allungati.

D: Posso sapere quanto è cambiato il tuo stile dal 1990 (anno della prima stesura) a questa parte, e quante e quali cose hai mutato rivisitando Estasia?

R: Tantissimo. Mi sono sforzato molto nel correggere i miei errori, migliorare lo stile, i dialoghi e la trama. Tanto che alcuni lettori di Prodigium hanno detto che non sembro più lo stesso autore (e anche vero che il genere è diverso).
Beh, spero di essere migliorato ancora con Estasia3, in uscita ad aprile.

D: Da cosa nasce, per te, l’dea di scrivere un romanzo? Mi spiego: Parti da un idea? Da qualcosa di nuovo da dire? O è una pura e semplice narrazione di eventi?

R:
Domanda complessa. Non so dirti con precisione cosa mi fece scattare nel 1990 l’idea di Estasia, credo il desiderio di creare un mondo fantasy tutto mio. Per Prodigium invece, prima sono nati i personaggi, poi il mondo che li circonda.

In generale parto da un’idea semplice, poi costruisco lo scheletro, quindi il mondo e i personaggi. Infine, il plot narrativo.

D: Se non sono indiscreta, è il cambio di genere il motivo per cui Prodigium non è stato pubblicato dalla Curcio e si è rivolto alla Asengard?

R: Dunque, non sono un apripista del genere. Tantissimi autori pubblicano con case editrici diverse.
Essenzialmente mi sentivo di pubblicare Prodigium quest’anno, perché sono certo che in futuro non avrebbe più rispecchiato la mia personalità. Curcio, come vedete da catalogo, non pubblica molti fantasy all’anno (attualmente due) e non potevo attendere due o tre anni per Prodigium.
Quindi mi sono guardato attorno, e ho scelto una casa editrice che rispecchiasse le mie esigenze, sperando che le piacesse il romanzo. Così è stato, per fortuna.

D: Non hai avuto la sensazione, una volta che il libro è uscito (parlo del primo) che una parte di te era stata un po’ spogliata? Quando si pubblica, anche se il libro non parla dell’autore, racconta comunque un modo di essere di vivere di pensare…

R: Sì, ma solo per il primo libro. Mi vergognavo del giudizio delle persone, specie gli amici. Un piccolo trauma che però ho superato: lo scrittore scrive proprio per condividere le storie con gli altri, altrimenti sarebbe un diario segreto, no? P

D: Da cosa trai ispirazione durante la creazione di ambientazioni, personaggi e trame? A ciò che ti circonda o fai affidamento solo sulla tua immaginazione?

R: Dipende: estasia è un mondo di pura fantasia, Prodigium è molto più urban. Un po’ dal mondo che mi circonda, dai libri, dai viaggi che ho fatto.

D: Hai mai affrontato momenti di crisi in cui provavi disprezzo verso quello che scrivevi o più semplicemente eri affetto da Sindrome della Pagina Bianca? Se sì, come li hai superati?

R: Ehm… soffro della malattia opposta! troppe idee in contemporanea. Ho finito da meno di un mese Estasia3, sto scrivendo lo storyline di Prodigium 2, ho pronti due plot narrativi e un libro per adulti che uscirà nel 2010, con un altro editore ancora.

D: Con quale delle due si è trovato meglio, nel pubblicare, con la Curcio o con la Asengard?^^

R: e’ un po’ come chiedere se preferisco Prodigium o Estasia… se voglio più bene a mamma o papà. ;)

Ogni editore ha i suoi metodi di lavoro, ma ho avuto la fortuna di trovare sempre editor molto bravi da cui apprendere molto.

D: Ti chiedo una cosa che mi incuriosisce tanto ma che non riguarda il tuo libro ma il talento in genere: pensi che scrittori si nasce?

R: Penso che la capacità narrativa e la creatività siano innate, le tecniche di scrittura si imparano con il tempo. E ne sono fermamente convinto.

D: Quali sono i modelli letterari (se ne hai) a cui ti ispiri o comunque gli scrittori che hanno segnato la tua vita e ricordi con piacere?

R: in Estasia1 ci sono due grandi omaggi, di cui parlo sempre: Ende e Dante. Adoro anche Gaiman, Pulmann, Hosseini, Stroud.

Ultimamente trovo ispirazione direttamente dall’arte: un capitolo di Estasia3 è ispirato da un quadro di Frida Kalho, una pittrice che adoro!

D: Il rapporto autore editore, io lo considero un rapporto tra idealista e imprenditore, soggetti che spesso sembrano essere agli antipodi. Può sembrare un po’ stravagante la mia domanda ma la faccio lo stesso:
Il tuo lavoro, il bene che hai voluto al tuo romanzo è stato rispettato?
l’editore ha considerato il tuo lavoro un semplice prodotto o qualcosa che aveva un anima?

R: Anche in questo caso dipende dall’editore, non posso parlare per tutti. sia Curcio che Asengard hanno rispettato totalmente i miei libri, senza cambiare neppure un nome.
Abbiamo lavorato insieme sul testo, per velocizzare alcune parti, approfondirne altre meno chiare.

D: leggi mai libri di esordienti?

R: Assolutamente sì, spesso mi arrivano anche racconti inediti per mail, anche se ultimamente ho pochissimo tempo.
Alcuni che ho apprezzato hanno trovato anche una pubblicazione quindi ci avevo azzeccato sulla loro validità!

Leggo moltissimo gli scrittori italiani, poi insomma se andate sulla mia libreria di Anobii potete constatarlo ;)

Infine, ho aderito con piacere al progetto antologia Sanctuary, edita Asengard, nella quale un racconto era riservato agli esordienti.

D: quando avevi 15 anni e hai cominciato a scrivere il tuo Estasia, la tua famiglia ti ha appoggiato o ha tentato di dissuaderti?

R: Non mi prendevano sul serio… ma a essere sincero nemmeno io. Mi divertivo, invece di rimbambirmi di TV, e questo mi bastava.

D: Una curiosità: scrivi a mano o al computer?

R: Assolutamente al PC, è più facile correggere. Uso Scrivener sul MAC mi trovo molto bene a organizzare tutta la struttura narrativa.

A mano scrivo spesso appunti sparsi, ma devo stare attento perché il mio cane Virgola adora mordere e distruggere ciò che scrivo!!

D: Il classico colpo di fortuna quanto è importante? oltre alla bravura e al talento ovviamente!

R: Il talento e la bravura sono fondamentali, ma anche la fortuna. Occorre trovare l’editore che proprio in quel momento è alla ricerca di un romanzo sul taglio che tu proponi.

Ma sono convinto di una cosa e nessuno me la toglie dalla mente: se hai scritto un buon libro, prima o poi troverai la pubblicazione. (DATEGLI RETTA! ndr)

D: Hai mai scritto una storia a quattro mani? Trovi la collaborazione stimolante o preferisci lavorare da solo?

R: La sto scrivendo attualmente e pare che l’idea sia piaciuta a un editore. Per adesso è un progetto assolutamente top secret. ;)

D: Se io avessi un romanzo da presentare a una casa editrice, dopo la mia rilettura e le mie correzioni lo presento a un amico che mi aiuta a sistemare altro. Non ho nè santi in paradiso e nè persone competenti che possono aiutarmi a fare un primo editing al romanzo…cosa faccio lo invio? I tuoi romanzi erano già “perfetti” dall’inizio?

R: donc, neppure io avevo santi in paradiso. Ho sempre cercato una santissima spinta, ma si vede che sono così sfigato che non ho trovato neppure quella!

Meglio far leggere il libro a un nemico, affinché lo distrugga. Il libro, come dice l’editore Asengard, deve essere odiato, affinché migliori. )

Il romanzo va comunque consegnato in modo curato. Evitare errori grammaticali, di punteggiatura ecc… è molto importante, perché se le prime pagine non convincono, raramente l’editore continua a leggere. (e fa bene, ndr)

D: Domanda classica che ho fatto anche agli altri autori: Cosa pensi degli editori che chiedono un contributo? Bisogna fare una distinzione o son tutti gli stessi?

R: Editore che chiede contributo per la pubblicazione, cosa fare? Ho avuto anch’io proposte del genere, rifiutate categoricamente. E’ una libera scelta, lascio a voi capire e analizzare i vari scenari. Decidete voi se il desiderio di pubblicare è più importante della successiva delusione quando non vedrete il vostro libro distribuito. Non esiste una legge univoca che identifica questa politica editoriale, il consiglio migliore è girare per le librerie, osservare con cura come l’editore viene distribuito . Contattate qualche autore della casa editrice per capire come si è trovato, oramai tutti hanno un blog D

Insomma, io lo sconsiglio fortemente… se il vostro desiderio è regalare il vostro libro ad amici e parenti, stampatelo con Lulu e risparmierete molto! Ma ricordatevi, un editore a pagamento NON è un punto di partenza, è solo un passo falso, perché imparerete poco di questo mondo.

Poi, come sempre, parlo ma nessuno mi ascolta. Il desiderio di pubblicare annebbia la ragione… P (Visto che non parliamo a vanvera? ndr)

D: Scrivere, rileggere e correggere richiede molto tempo, tu hai fatto del tuo hobby un mestiere o sei ancora con due piedi in una scarpa?

R: Scrissi tempo fa questo post: http://www.francescofalconi.it/blog/2008/1…-scrittore.html

credo sia esaustivo sul mio modo di vedere la cosa ;)

D: Le presentazioni: servono, non servono, sono una bella esperienza, sono una seccatura, sono un modo di prendere pomodori in faccia/firmare autografi?

R: Adoro fare le presentazioni perché mi piace il contatto diretto con i lettori, al di là del pc. Poi, in realtà, le vendite si riducono se va bene a una ventina di copie.
A livello pubblicitario forse servono di più le fiere o i comics. Ma, ripeto, lo faccio perché mi diverte, in primis.

D: Rileggi tante volte quello che hai scritto?

R: ecco cosa faccio:

1. scrivo capitolo
2. lo rileggo
3. finisco il libro, quindi stesura “di coerenza” per correggere le incongruenze
4. stesura finale
5. rilettura con l’editore.

D: Come autore sono d’accordo con te, ovviamente. Ci puoi dire qualcosa riguardo la distribuzione e la promozione dei tuoi lavori ?

R: Donc, sia Curcio che Asengard, per essere schietti al 100% non hanno una distribuzione mondadori, è un dato di fatto.
I libri sono comunque ordinali qualora non siano presenti nello scaffale, e sono sempre disponibili su internet.

Comunque i libri stanno andando bene, non mi posso lamentare. Prodigium è andato in ristampa dopo poco più di due settimane.

Asengard, come accennavo prima, vende senza spese di spedizione anche sul suo sito.

Per la promozione idem, dipende dalla “forza” della casa editrice. E’ un dato di fatto, anche questo, che né Curcio né Asengard comprino spazi su riviste o TV importanti (mediaset, RAI).
Ma si può instaurare una sinergia su altri fronti per cercare di promuovere il libro… tipo questo forum, no? )

D: se te lo proponessero, o se ti saltasse il cosiddetto “grillo per la testa” scriveresti anche altri generi di romanzi? Tipo giallo o chessò io?

R: Assolutamente sì, ma mi deve saltare il cosiddetto grillo, anche perché sono generi letterari molti diversi che implicano una strutturazione del romanzo totalmente differente.

Sì, mi piacerebbe un giorno scrivere anche mainstream. Considera tuttavia che anche il fantastico (ciò che scrivo, più che fantasy è fantastico), spazia su diversi generi: dai libri per ragazzi ai romanzi urban, dalle trame dark a quelle con vampiri ecc…

D: Cosa pensi dei corsi di scrittura creativa?

R: Che potrebbero essere utili per imparare le tecniche di scrittura. Non ho mai avuto il tempo per seguirli, anche perché spesso non erano a portata di mano. Ma in futuro, chissà, potrei farne uno! (se non costa una fortuna, ovvio!)

D: Hai detto che hai trovato ispirazione in uno dei quaddri di Frida Khalo, da amante di Frida ti faccio i miei complimenti. In cos’altro trovi l’ispirazione?

R: Oltre alla pittura?( altre ispirazioni sono Escher, e la “Persistenza della memoria” di Dalì)
Spesso la musica, ma anche il mondo che mi circonda, reinventando il tutto nella mia scrittura.
A volte film (foresta dei pugnali volanti), oppure video musicali (Frozen, Madonna, per le streghe Trigelle in Estasia2)

D: Diventare uno scrittore era per te un sogno?

R: Sì, ma il mio più grande sogno è convincere qualcuno a suonare “Over the rainbow” di Fratello Iz, il giorno del mio funerale!

A parte gli scherzi, quando scrissi Estasia1 a 14 anni non pensavo di diventare uno scrittore, e neppure quando Curcio accettò il libro. Insomma, è accaduto tutto così, per caso.

D: Credere nel proprio lavoro ed essere umili sono due cose fondamentali per uno scrittore( almeno questo è il mio pensiero). Se sei d’accordo, come si fa a vivere con questi due sentimenti contrastanti e come reagisci alle eventuali critiche sia positive che negative?

R: Quando le critiche, anche le più negative, sono costruttive, cerco di capire perché il libro non è piaciuto al lettore. Spesso mi baso sulla frequenza di alcune critiche: se ricorrono spesso, allora c’è un problema.
Ovvio il “non mi piace!” , “huuu… brutto” etc… lasciano il tempo che trovano.

Un infinite grazie a Francesco, per la sua disponibilità e la sua simpatia.

Grazie a tutti quelli che sono stati con noi, al prossimo incontro!

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2 thoughts on “Intervista a Francesco Falconi

  1. Faccio i miei complime nti a Francesco, è da molto che rimugino sull’acquisto di Estasia. Ho sempre rimandato solo perché ho una pila di libri da leggere, ma prima o poi leggerò qualcosa di suo. Garantito.

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