Siamo alle solite

Siamo alle solite assurdità propinate dagli editori, miei cari.

Mi riferisco alla risposta datami dalla casa editrice Ibiskos, che alla mia domanda “chiede contributi agli esordienti?” ha risposto in questo modo:

Si, chiediamo il contributo agli autori, perchè putroppo non possiamo fare altrimenti: non abbiamo finanziamenti pubblici di alcun tipo, siamo editori indipendenti, slegati da qualsiasi logica politico-economica, non abbiamo gruppi che ci spalleggiano. Garantiamo dei servizi seri e pubblichiamo autori validi ma nessun editore campa di vendita di libri (nemmeno Mondadori, che sopravvive grazie alle proprie riviste e giornali), quindi senza il sostegno degli autori non esisteremmo.

Legga la Lettera agli autori presente sul nostro sito, avrà molte delucidazioni in merito all’editoria.

Cordialmente.

La segreteria

Mi risparmio ogni ulteriore lettura. Che Mondadori non campi solo grazie ai libri mi ha fatto uscire gli occhi dalle orbite.
Poi, vogliamo pensare a tutti quei piccoli editori indipendenti – Las Vegas, Villaggio Maori Edizioni, XII, Galaad, Zandegù e molti altri – che campano con la vendita dei loro libri senza domandar soldi a nessuno, come fanno?

Non credete alla formuletta “tutti fanno così, è obbligatorio, senza chiedere soldi non si può andare avanti”: non corrisponde alla verità.

E’ triste vedere quanti siano gli editori che, sempre più spesso, danno questa scusa per giustificare la loro scelta. Dite la verità: voi chiedete contributi perché avete difficoltà a mantenervi sul mercato, ma non dite che TUTTI fanno così e che nessuno campa senza domandar soldi agli autori o avere finanziamenti di qualche tipo, perché non è affatto vero.

Un appello alla sincerità.