L’editore mangia 1600€: i costi reali e il contributo editoriale

Il costo reale di una tiratura di 250 copie si aggira sui 750€; il contributo richiesto dagli editori per una tiratura di 250 copie si aggira sui 2400€. E ricordiamo che si tratta di contributo, ossia del pagamento da parte dell’autore di una parte delle spese.
Abbiamo quindi una differenza di circa 1600€ tra costo reale totale e contributo: dove finiscono quei soldi? Ma soprattutto perché vengono chiesti se non vengono spesi?

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Diffide, editoria a pagamento e le nostre liste

L’altro ieri sono stata contattata da un editore che ha lasciato un commento al nostro sito (non si sa perché ma il sito non pubblica i commenti e me li inoltra via mail) chiedendo di essere rimosso dalla lista Inferno.
L’editore in questione è Armando Editore (non Armando Curcio, con cui molti lo confondono) e, secondo la loro stessa mail inviatami qualche tempo fa, chiedono contributi calcolati sul numero di pagine.
Non sulla commerciabilità dell’opera, come fanno tutti coloro che sono in Purgatorio: sul numero di pagine da cui è composta l’opera.
Arriva inoltre una testimonianza in cui l’autore dice:

Il motivo per cui vi scrivo è che ho ricevuto una proposta di pubblicazione da parte di Armando Editore per un mio lavoro di saggistica, ma mi si chiede l’acquisto di 300 copie. Il mio testo, a causa della mole, avrebbe un prezzo di copertina di 35 euro (secondo me tanto…troppo!)..fatti i conti mi toccherebbe “investire” 10.500 euro. Il contratto prevede la cessione del 10% del prezzo di copertina all’autore, percentuale che però non si applicherebbe a quanto ho capito alle 300 copie da me acquistate.

Attualmente l’autore della mail non ci ha dato il permesso di divulgare il suo nome, se ce lo concederà lo faremo di buon grado.

Alla luce di quanto scritto sopra, è naturale conseguenza, visti i criteri stabiliti tempo addietro per la classificazione editoriale, che l’Armando Editore venga inserita in lista Inferno.
Pertanto, alla richiesta del signor Enrico Iacometti, che sul sito ha lasciato il seguente commento:

cari sconosciuti amici ,imbattendomi per caso sul vostro blob ho visto che avete inserito la nostra casa editrice all’inferno indicandone i sette peccati capitali.Poiche ‘nessuno di questi può esserci attribuito vi prego di volerci beatificare o saremo costretti a tutelare il nostro buon nome nelle sedi più opportune. enrico iacometti .amministratore delegato

ho dovuto rispondere con un “no, non possiamo”. Esplicando naturalmente tutti i punti elencati qui sopra (qui potete trovare la mia mail).
La risposta del signor Iacometti è stata questa:

spett.rando linda se pensa di potermi liquidare con una risposta ambigua e manichea a fronte di vari reati avremo modo di verificare la vostra obbiettività nelle sedi opportune.enrico iacometti

Mi spiace, ma noi non stiamo commettendo alcun reato.
Non è la prima volta che incappiamo in una situazione di questo genere (a dire il vero è la terza), e se siamo ancora in piedi significa che reati non ne commettiamo: ci limitiamo ad esercitare i nostri diritti, ovvero diritto di critica, parola, opinione, cronaca.

Vediamo di chiarire una volta per tutte le cose.

  1. Le liste editoriali non infrangono alcuna legge; abbiamo consultato un legale, che ci ha confermato questo molto tempo addietro e che continua a confermare la legalità delle nostre azioni.
  2. WD e i suoi utenti esercitano diritto di parola, opinione, critica, cronaca, diritti sanciti dalla Costituzione Italiana.
  3. Notifichiamo fatti reali e inseriamo gli editori nelle liste secondo criteri ben definiti, oggettivi e non soggettivi, anche se sarebbe possibile realizzarle secondo criticeri soggettivi, purché declamati.

Affermare “L’editore X chiede contributi e non opera a doppio binario, per cui secondo i nostri criteri finisce nella lista Inferno” è diffamazione?
No.
E’ reato?
No.
E’ ambiguo?
No.

E’ tutto chiaro, limpido e trasparente, non nascondiamo nulla a nessuno e non abbiamo nulla da nascondere. La nostra politica di gestione è quella esposta, non cambiamo collocazione a un editore né su richiesta né sotto minaccia di querela: la cambiamo solo ed esclusivamente se la collocazione è errata, ovvero se non corrisponde ai nostri criteri.

Dalle F.A.Q. del nostro sito:

IO HO TROVATO LA MIA CASA EDITRICE NELLA LISTA INFERNO. VI VOGLIO DENUNCIARE.
Non è una domanda.

COME LA FAI LUNGA! POSSO DENUNCIARVI SE LA MIA CASA EDITRICE SI TROVA NELLA LISTA INFERNO?
No. Se c’è ci sono dei buoni motivi perché ci rimanga.

SE VI MANDO UNA MAIL IN CUI VI INTIMO DI TOGLIERE LA MIA EDITRICE DALLA LISTA INFERNO LO FATE? VI SPAVENTATE?
No.

MA INSOMMA, COME FACCIO A FAR SPARIRE IL MIO NOME DALLA LISTA INFERNO?
Smettendo di chiedere contributi agli autori.

Siamo alle solite

Siamo alle solite assurdità propinate dagli editori, miei cari.

Mi riferisco alla risposta datami dalla casa editrice Ibiskos, che alla mia domanda “chiede contributi agli esordienti?” ha risposto in questo modo:

Si, chiediamo il contributo agli autori, perchè putroppo non possiamo fare altrimenti: non abbiamo finanziamenti pubblici di alcun tipo, siamo editori indipendenti, slegati da qualsiasi logica politico-economica, non abbiamo gruppi che ci spalleggiano. Garantiamo dei servizi seri e pubblichiamo autori validi ma nessun editore campa di vendita di libri (nemmeno Mondadori, che sopravvive grazie alle proprie riviste e giornali), quindi senza il sostegno degli autori non esisteremmo.

Legga la Lettera agli autori presente sul nostro sito, avrà molte delucidazioni in merito all’editoria.

Cordialmente.

La segreteria

Mi risparmio ogni ulteriore lettura. Che Mondadori non campi solo grazie ai libri mi ha fatto uscire gli occhi dalle orbite.
Poi, vogliamo pensare a tutti quei piccoli editori indipendenti – Las Vegas, Villaggio Maori Edizioni, XII, Galaad, Zandegù e molti altri – che campano con la vendita dei loro libri senza domandar soldi a nessuno, come fanno?

Non credete alla formuletta “tutti fanno così, è obbligatorio, senza chiedere soldi non si può andare avanti”: non corrisponde alla verità.

E’ triste vedere quanti siano gli editori che, sempre più spesso, danno questa scusa per giustificare la loro scelta. Dite la verità: voi chiedete contributi perché avete difficoltà a mantenervi sul mercato, ma non dite che TUTTI fanno così e che nessuno campa senza domandar soldi agli autori o avere finanziamenti di qualche tipo, perché non è affatto vero.

Un appello alla sincerità.

Deinotera e la diffida

Qualche giorno fa, precisamente venerdì 6 febbraio, il Writer’s Dream ha ricvuto dai legali della Deinotera Editrice questa diffida:

Vi scrivo in nome, per conto e nell’interesse della Deinotera Edtrice RPTC S.r.l.
La mia assistita lamenta il danneggiamento della propria immagine all’interno del forum internet writersdream.forumfree.net gestito dalla minore Linda Rando, nel quale il nome della mia cliente e la sua attività vengono accostate, senza alcuna a moderazione, ad espressioni improprie, ingiuste e fuorvianti, cagionandole grave nocumento.
Vi invito pertanto a provvedere all’immediata eliminazione di ogni frase e riferimento offensivo della dignità e dell’onore della mia rappresentata, che si riserva, in ogni caso di sottoporre quanto esposto alla competente Autorità Giudiziaria sia in sede civile che in sede penale.
Distinti saluti,
firme dei legali

Questa è stata la mia risposta:

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Editing: servizio aggiuntivo o elemento indispensabile?

E’ arrivato questo commento relativo alle nostre liste di suddivisione degli editori, in particolare al fatto che la Deinotera è inserita nella lista Purgatorio.

Perché è nel Purgatorio, la Deinotera? Perché fa pagare l’editing.

Elhias Ashmole sostiene che l’editing è un servizio che va fatto A PARTE, che è ovvio che il professionista che si occupa dell’editing va pagato. Ma certo, chi dice che lo deve fare gratis? Ma allora bisognerebbe pagare a parte il correttore di Word bozze, l’impaginatore, l’illustratore della copertina, il codice ISBN…sono tutte cose che hanno un prezzo.

Certo che hanno un prezzo, ma pagare a parte uno di questi servizi significa pagare un CONTRIBUTO all’editore. Il contributo non è sempre un contributo stampa: un contributo per l’editing è altrettanto meritevole della lista Purgatorio, così come lo sarebbe un contributo per l’ISBN o per altro ancora.

Editing, correzione bozze, impaginazione, ISBN…sono tutti servizi basilari che non possono essere scinti e considerati A PARTE rispetto  a ciò che l’editore può offrirti. L’editore che non chiede contributi non li chiede su niente. Come ha detto il nostro assistente tecnico al web, Jair Ohmsford:

Allora vuol dire che se io vado al cinema e pago il biglietto, devo pagare anche un altro prezzo aggiuntivo per poter vedere il film. Perchè io pago l’ingresso, mica la visione dello spettacolo!

Fine del discorso, almeno da parte nostra.

I contributi sono la norma, per chi distribuisce a livello nazionale

Ma anche no.

Ci è giunta voce in questi giorni che un editore presente nella nostra lista e.a.p. e non proprio piccolo risponde a chi gli chiede se pubblica con contributo che ciò è la prassi per chi distribuisce a livello nazionale.

No, non  è vero. Sono fesserie.

Come già è stato detto in precedenza, gli editori non dovrebbero nemmeno chiederli, i contributi, dato che sono imprenditori. Ma dire addirittura che è la norma…! Ma perché dire fesserie per giustificare una propria scelta editoriale?  Se opto per un certo modus operandi non me ne devo vergognare, perché è evidente che, se lo scelgo, ci sono dei motivi validi che supportano la scelta. O, perlomeno, motivi che io ritengo validi.

Perché dunque giustificare con menzogne la propria scelta? Bah. Ci credo che poi arrivano mail di autori disorientati che sostengono fermamente che pubblicare a pagamento è la norma per tutti.

Non lo è. Fidatevi.

Seneca Edizioni

Nonostante Seneca sia stata tra le prime a entrare nella Lista E.A.P, solo in questi giorni mi è ricapitato sotto mano il post sul nostro forum che la riguarda. Rileggendolo, mi sono accorto che contiene alcune chicche non trascurabili.

Aprendo il sito della Seneca appare, ben evidenziato, il seguente testo:

La soluzione PROFESSIONALE e TOTALMENTE GRATUITA per il tuo libro nel cassetto

Hai letto bene: noi pubblichiamo GRATIS e SENZA RICHIESTA DI ACQUISTO COPIE i migliori autori esordienti ed emergenti.
Non temiamo confronti: i nostri libri sono recensiti e pubblicizzati in radio, TV e giornali; vengono anche, molto frequentemente, realizzate presentazioni con importanti personalità.
Diffida di chi ti promette mari e monti richiedendoti migliaia di euro: se l’editore già guadagna così tanto con l’autore, non sarà spronato ad investire!
Prima in Italia, la Seneca Edizioni offre alle opere meritevoli la pubblicazione gratuita, senza nè spese nè obblighi di alcun tipo per l’autore.
Questa scelta, economicamente importante per l’editore, ha un significato ben preciso: premiare le opere meritevoli e realmente investire nella ricerca di nuovi talenti.

Queste sono le garanzie in sintesi fornite dalla collana Amàrantos; per i dettagli, si prega di fare riferimento alla documentazione a fine pagina:

1) Materiali di realizzazione ai vertici qualitativi del mercato librario;
2) Assegnazione codice univoco ISBN;
3) Assegnazione codice GS1 (ex Indicod/ECR);
4) Richiesta bollini SIAE, registrazione ed applicazione sulle copie;
5) Consegna copie in Prefettura, e disbrigo di tutte le pratiche burocratiche;
6) Reperibilità su InternetBookShop (www.ibs.it) e UniLibro (www.unilibro.it);
7) Consegna immediata alle librerie;
8 ) Opera partecipante di diritto ad ogni edizione del Salone del Libro ai cui l’editore parteciperà;
9) Home Page autore con foto (a scelta);
10) Pagina Web apposita per l’opera, con possibilità di inserire recensioni;

Notate la parte in grassetto: la scelta è economicamente importante per l’editore. Peccato che, leggendo il loro contratto (di 82 pagine) saltino fuori alcune cose interessanti. Noi ce lo siamo letto, vi diamo il riassunto. Poi leggetevelo se volete conferme.

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Graphe.IT

Oggi abbiamo ricevuto una visita dal signor Roberto, della Graphe.IT. Roberto ci ha fatto notare che non parliamo chiaramente della sua casa editrice nel nostro blog, limitandoci ad inserirla nella Lista E.A.P. senza dire altro.

Ho già parlato con il signor Roberto via mail, stamani, chiarendo la situazione; mi ha assicurato che non è necessario scrivere un post dedicato, ma dopotutto articolo in più, articolo in meno non fa differenza e facciamo un ulteriore e più chiaro servizio verso l’utenza che ci legge.

Gentilissima,
grazie per la sua email.
In linea di massima questo è il nostro modo di procedere:

1. Tutto a spese nostre. All’Autore va il 7% a partire dalla 251 copia effettivamente venduta + 7 copie del libro + possibilità di acquistare le copie – per uso non commerciale – al 50% di sconto

2. Acquisto da parte dell’Autore di 85 copie a metà prezzo di copertina. In questo caso, i diritti di autore sono del 12%, a partire dalla 86 copia effettivamente venduta + 12 copie del libro + possibilità di acquistare le copie – per uso non commerciale – al 50% di sconto. Se si sceglie questa seconda opzione, poi, c’è una possibilità di diminuire le copie che si prendono. Da circa un mese prima l’uscita del libro, ci sarà un modulo sul sito per prenotare il libro. Ogni libro prenotato tramite questo modulo è una copia in meno che prenderà l’autore.

Il contratto è a termine, nel senso che proponiamo un contratto di tre anni, trascorsi i quali l’autore sarà libero di pubblicare lo stesso testo con altri editori, se vuole.

Il punto che mi ha spinta a inserire la Graphe.IT nella lista E.A.P. è il primo: non mi piace che l’autore percepisca il diritto d’autore dalla 251esima copia venduta. A questo punto è più vantaggioso il secondo contratto, e non lo trovo giusto.

Opinioni nostre, comunuqe. Questo blog continua a professare la libertà di scelta. 😉