Incontro con l’autore: Francesco Dimitri

Buonasera, popolo! Mentre voci di poca importanza sussurrano che siamo (sono) poco professionali e ridicoli, io annuncio il… sì, vabbè, lo sapete che ho perso il conto °°
Insomma, il nuovo

Incontro con l’Autore

Il nostro ospite sarà Francesco Dimitri, autore del romanzo urban fantasy Pan, edito da Marsilio, uno dei pochi fantasy italiani di valore.
Per la recensione accomodatevi qui.

Francesco sarà nostro ospite venerdì 11 settembre alle 16.00; l’incontro, come sempre, si terrà nella Festino Room.

Non mancate!

Annunci

Dramness Antology

Dramness Antology è una raccolta di miei racconti pubblicata esclusivamente per raccogliere fondi per il WD.

Formati disponibili:
– eBook, 1.88€
– cartaceo, 10.50€

I prezzi sono stati tenuti i più bassi possibile, purtroppo Lulu ha dei costi di produzione che devono essere pagati.

Il perché di questa antologia
Come già detto, lo scopo è raccogliere fondi per Writer’s Dream. Il sito cresce, si espande, e si espandono anche i costi di mantenimento.
Le spese ci sono e dato che non abbiamo la minima intenzione di far pagare i servizi ai nostri utenti (mi riferisco ai servizi presenti sul nostro sito) chiediamo a chi ci segue di darci una mano.

Ma voi non siete contrari al print on demand?
Senza mezzi termini: . Ma siamo contrari quando si parla di voler pubblicare seriamente nel vero senso del termine: questa pubblicazione ha l’unico ed esclusivo scopo di raccogliere fondi per WD.

Incontro con l’autore: Federico Ghirardi

Popolo di Roma, del WD, della Lega dell’Inchiostro ex nova, sventurati lettori e fortunati scrittevoli tutti.
Sono lieta di annunciarvi che, per il *numero non specificato* Incontro con l’Autore sarà nostro ospite nientepopodimenoche

Federico Ghirardi
autore del best seller
Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni

Da poco è uscito il secondo volume della saga, edito sempre da Newton Compton.
Federico sarà con noi martedì 14 luglio, alle ore 16.00 e sarà lieto di rispondere alle domande sul suo libro e sull’editoria.
L’incontro si terrà come di consueto nella Festino Room del Writer’s Dream.

Vi aspettiamo numerosi!

Le Mille e Una Notte

Signori e signore, Writer’s Dream torna con un concorso più affascinante che mai: Le Mille e Una Notte, aperto a originali e fanfiction inediti, per tutti i generi letterari.

I premi in palio sono succulenti: i fantasy Esbat, di Lara Manni, edito da Feltrinelli e L’abbraccio delle Ombre di Ester Manzini, edito da Asengard per la sezione originali e un misterioso premio sorpresa per la sezione fanfiction.
Ecco a voi il bando, che potete anche scaricare qui in versione PDF.

Writer’s Dream lancia il concorso estivo
Le Mille e una Notte
Originali e Fanfiction

Il concorso è aperto a tutti, la partecipazione è completamente gratuita.
Ogni racconto dovrà iniziare con Sharāzād che legge i tarocchi al suo Re Shāhrīyār .
La vostra storia nascerà dalla carta che eleggerete a musa.
Sharāzād e Shāhrīyār vivono in una dimesione sospesa tra le dimensioni, dove tutto vedono e tutto sanno. Le vostre storie potranno quindi essere di qualsiasi genere.

A – Sezione ORIGINALI

Sono ammessi al concorso i racconti autoconclusivi che soddisfano i seguenti requisiti:
-lunghezza minima di due pagine Word, font Times New Roman corpo 12;
-lunghezza massima di dieci pagine Word, font Times New Roman corpo 12;
-interlinea a 1,5;
-inedicità del racconto (la pubblicazione su siti/forum/blog in tempi precedenti o contemporanei allo svolgimento del concorso comporta l’esclusione dalla competizione)

Ogni autore può partecipare con un solo racconto. La partecipazione alla sezione Originali preclude la possibilità di partecipare alla sezione Fanfiction.

B – Sezione FANFICTION

Sono ammesse al concorso le fanfiction autoconclusive (one-shot o a capitoli) che soddisfano i seguenti requisiti:
-lunghezza minima 2 pagine di Word, font Times New Roman corpo 12;
-lunghezza massima 10 pagine di Word, font Times New Roman corpo 12;
-interlinea a 1,5;
-inedicità della stessa (la pubblicazione su siti/forum/blog in tempi precedenti o contemporanei allo svolgimento del concorso comporta l’esclusione dalla competizione).

NON sono ammesse fanfiction:
-PWP (sesso senza trama);
-sulle Real Person;
-con personaggi OOC.
-con personaggi di propria invenzione come protagonisti assoluti;
-Crossover;
-Song-fic.

Ogni autore può partecipare con una sola fanfiction. La partecipazione alla sezione Fanfiction preclude la possibilità di partecipare alla sezione Originali.

C – Svolgimento premiazioni ORIGINALI

Sono previste due sottocategorie di premiazione: la sezione “Giuria” e la sezione “Furor di popolo”.

Nella settimana dal 21 settembre al 25 dello stesso mese, verranno pubblicati sul forum tutti i racconti partecipanti, e ognuno di essi sarà corredato da un sondaggio che permetterà di esprimere agli utenti un voto da 1 a 5, dove 1 significa “pessimo” e 5 “ottimo”.
Il racconto che al termine della settimana otterrà il voto maggiore verrà decretato il vincitore della sezione “Furor di popolo” e sarà escluso dalla sezione “Giuria”. Verranno esclusi dalla suddetta categoria anche i racconti che hanno ricevuto voti inferiori alla media del 2.5.

Entro fine settembre, invece, verrà decretato a insindacabile giudizio della Giuria, il racconto vincitore della sezione omonima. La valutazione terrà conto dei seguenti aspetti:

-originalità;
-caratterizzazione dei personaggi;
-caratterizzazione dell’ambientazione;
-credibilità;
-abilità stilistica;
-correttezza sintattico/grammaticale;
-presenza dell’elemento bonus (trattazione del tema “Fedeltà”)

La presenza dell’elemento bonus costituisce un punto in più qualora fosse presente, ma non rappresenta alcun svantaggio se mancante.

C – Modalità premiazione FANFICTION

La miglior fanfiction, decretata tale a insindacabile giudizio della Giuria, sarà la vincitrice della sezione. La valutazione terminerà entro il mese di settembre e terrà conto dei seguenti aspetti:
-originalità:
-coerenza con il canon;
-credibilità;
-abilità stilistica;
-correttezza sintattico/grammaticale;
-presenza dell’elemento bonus (trattazione del tema “Fedeltà”).

La presenza dell’elemento bonus costituisce un punto in più qualora fosse presente, ma non rappresenta alcun svantaggio se mancante.

E – Premi

-Sezione ORIGINALI – GIURIA: Esbat – Lara Manni;
– Sezione ORIGINALI – FUROR DI POPOLO: L’Abbraccio delle Ombre – Ester Manzini;
– Sezione FANFICTION: Premio Sorpresa.

F – Invio testi e scadenze

I testi dovranno essere inviati all’indirizzo arabianights@writersdream.org entro e non oltre le 23.59 del 20 settembre 2009. I racconti inviati oltre tale data non saranno presi in considerazione e verranno cancellati.
Nell’oggetto specificate se partecipate alla sezione Fanfiction o alla sezione Originali.
Allegate in quattro file distinti il seguente materiale:
– Il racconto o la fanfiction;
– Scheda dati personali (nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo fisico e indirizzo mail, recapito telefonico);
– Dichiarazione di paternità del testo;
– La dicitura “autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai fini del concorso in base all’art. 13 D. Lgs. 196/2003”

I testi sprovvisti di uno solo di questi file NON SARANNO ACCETTATI.
Entro breve tempo dall’invio del testo riceverete una mail di conferma dalla redazione.

G – Pubblicazione

Tutti i testi originali partecipanti al concorso verranno pubblicati in un’antologia scaricabile gratuitamente da Lulu.com e acquistabile in versione cartacea dallo stesso sito. Il ricavato verrà utilizzato per attività relative al Writer’s Dream.

Vincitori del concorso Dark Versus Light

Signori e signore, ci siamo. Dopo tanto penare, dopo tanta insostenibile suspance, i risultati di Dark Versus Light sono finalmente di pubblico dominio.
La selezione è stata dura, ragazzi miei. I giurati si sono presi a morsi, prima di decidere quale racconto, quale fanfiction era degna del podio.

Per la sezione Originali – Giuria vince

Ossessione
di Carmelo Massimo Tidona

Carmelo si aggiudica il libro “Il silenzio di Lenth” di Luca Centi, edito da Piemme, e un template personalizzato per il suo blog Splinder.

Per la sezione Fanfiction vince

Orgè
di Stateira

Stateira si aggiudica così il libro “Ombra di Luce” di Laura Schirru, edito da Montag e recensito da WD. Non è un’informazione vitale, quest’ultima, ma diamola comunque.

I racconti verranno pubblicati entro la metà di giugno in un ebook acquistabile a basso prezzo, il cui ricavato sarà utilizzato per attività di sostegno al WD. No, non ci compriamo le scarpe nuove, non vi preoccupate.

Complimenti a tutti, e arrivederci al prossimo concorso, che è in agguato dietro alla porta…

Intervista a Gianluca Mercadante

Ieri pomeriggio è stato nostro ospite, al dodicesimo Incontro con l’Autore, lo scrittore Gianluca Mercadante.
Ecco qui l’intervista che ne è uscita:

D: Raccontaci il tuo Polaroid e com’è nata l’idea di accompagnarlo con i disegni di Florio.

R: “Polaroid” è nato da una domanda: se potessi scattare soltanto dieci immagini, dieci istantanee di un tempo presente che fugge, quali immagini scatterei? Perché le Polaroid vere così funzionavano: c’erano soltanto 10 scatti a disposizione.

L’idea di realizzarle poi anche graficamente è nata spontanea. Ho cercato su Internet molti illustratori, Tobin Florio mi ha colpito. I suoi chiaroscuri sono favolosi. Mi ricordano, per certi versi, lo stile di un disegnatore italiano ormai defunto, si chiamava Dino Battaglia. Un maestro assoluto.

D: Tra i tuoi libri compare un certo “Nodo al pettine. Confessioni di un «parrucchiere anarchico”.

Il titolo mi sembra piuttosto interessante, potresti descrivermelo in breve e cosa lo rende diverso dagli altri libri?

R: “Nodo al Pettine” nasce da un invito di Giuseppe Caliceti a partecipare con qualcosa di nuovo e divertente a un suo blog, anzi: a un suo antenato dei blog, che si chiamava “Pubblico/privato”. Era affascinato che fossi nella vita di tutti i giorni un parrucchiere e voleva scrivessi qualcosa su questo. Ne abbiamo fatto una rubrica settimanale, che poi è stata parecchio seguita. Da qui, la proposta dell’editore Alacràn di farne un libro.

Cos’ha di diverso? E’ un libro comico. A me non piace fare libri uguali.

D: Ho notato che hai scritto diversi libri. Com’è cominciata proprio con la Las Vegas edizioni?

R: Con Las Vegas è cominciata quando ho aderito all’antologia “Viva Las Vegas”, uscita nel Gennaio del 2008. Avevo dato proprio un racconto tratto da “Polaroid”, che ho poi sottoposto all’attenzione di Andrea Malabaila, l’editore.

D: Come mai dopo la prima pubblicazione hai scelto una casa editrice diversa per la nuova? Diverso genere?

R: Scegliere un editore dipende da quello che scrivi. È sempre consigliabile dare un’occhiata parecchio approfondita a cosa propongono in catalogo, per capire se il tuo lavoro può sembrargli interessante. Ergo: se scrivi libri molto diversi fra loro, è fatale che anche gli editori cambino in questo senso.

D: Com’è il tuo rapporto con il pubblico? Ti trovi a tuo agio o avresti preferito rimanere nell’ombra?

R: Scrivo cose a sfondo sociologico, devo assumermi la responsabilità di quello che scrivo. Dunque il rapporto col pubblico lo ritengo importante: voglio che mi si veda in faccia, voglio parlare a tu per tu di quello che nei libri scrivo, perché non lo faccio per sembrare “bravo”. Lo faccio perché il mio modo per dire che “non ci sto” è scrivendolo a chiare lettere.

D: È stato difficile trovare un editore per la tua prima opera?

R: Sì, è sempre difficile. Dico spesso, senza false ironie, che è molto più semplice trovare impiego in posta che pubblicare un libro. Ed è vero. Sai quando è facile? Quando ti chiedono soldi, approfittando di quanta passione ci hai messo, in quelle pagine. Chiedere soldi a chi lavora è compito del governo, non degli editori.

Sei mai stata pagata da un barman per bere il suo caffè?

D: Tra le tue figure letterarie di riferimento ci sono Tondelli, Pasolini e il mitico Pinketts. Potresti spiegarmi perché? Anche tu come PVT punti ad una letteratura emotiva ma allo stesso tempo di denuncia come Pasolini?

R: Credo mi abbia risposto tu stessa. Sono un lettore vorace e onnivoro, poi lungo il percorso ho maturato ovviamente anch’io dei riferimenti solidi. Metabolizzare le letture con cui maturi porta appunto a questo, se decidi di scrivere: tutto confluisce nella prosa – ed esattamente come hai detto tu per prima, anch’io desidero fare una letteratura emotiva ma anche di denuncia. Quindi vado in cerca, con molta naturalezza, di quegli autori nei quali posso trovare tutto questo.

D: Quindi la pensi come Manzoni: cioè che il poeta deve utilizzare il suo talento per scrivere il sentimento comune e per inviare un messaggio, una morale?

R: La penso così: uno scrittore dev’essere un uomo libero. Se decide di inviare messaggi, bene. Se decide di far ridere, bene. In entrambi i casi, e in molti altri, lo scrittore è comunque colui che, da singolo, muove un passo verso la società. Una scelta simile dev’essere carica di molta responsabilità. Non si scherza con la narrativa, non si scherza con chi spende soldi e tempo per poterti leggere.

D: Come prepari la tua stesura del libro? Cioè, che tecnica usi, i personaggi, i luoghi, una scaletta tempistica?

R: Scrivo schede personaggi molto approfondite e determino la trama in ogni suo dettaglio. Più i personaggi “vivono” nella mia testa, più sembrano veri. Così le storie. Ma sono i personaggi a portarle avanti, le storie, per cui tante cose nascono da lì.

D: Il futuro adesso come lo vedi? sempre nel mondo letterario?

R: Scrivere, scrivere, scrivere. Assolutamente. Sempre. 😉

D: Scrivi tutti i giorni o preferisci ogni tanto per rigenerare i pensieri e permettere alla mente di cibarsi dal mondo esterno, staccare la spina dalla scrittura?

R: Il fatto di scrivere non mi rende speciale, quindi anch’io come tutti ho i miei momenti no. Spesso però, e mi riferisco soprattutto ai romanzi, è necessario darsi delle regole. Scrivere è disciplina, anche, non solo creatività e ispirazione. C’è una frase molto efficace su questo argomento, l’ha detta Vincenzo Cerami: “Quando arriva l’ispirazione, siediti e fattela passare”. Ha ragione.

D: Ti lancio una provocazione: essere scrittore ti pone in qualche modo al di sopra degli altri? la vedi come una sorta di missione per l’umanità? Uno scrittore più diventa famoso più può essere definito una personalità di cultura?

R: No, non credo proprio. A Tullio Avoledo è stata posta una domanda più o meno simile, lui ha risposto che uno scrittore s’infila i pantaloni come chiunque altro.

Ti racconto questa cosa: a Vercelli organizziamo ogni anno il BookCrossing più grande del mondo: durante i 364 giorni che precedono l’evento, svuotiamo soffitte, cantine, addirittura intere biblioteche, contattati da gente che desidera donarci questi materiali. Beh, è così che penso si debba essere “personaggi di cultura”: tirarsi su le maniche, faticare, farla vivere dappertutto, la cultura. Perché è quello che siamo.

Perciò, as you can see, per ottenere questo basta un BookCrossing, non serve per forza un contratto alla Mondadori. 😉

D: Hai un blog o un sito che aggiorni, in cui poter seguire le tue presentazioni o gli incontri letterari a cui partecipi?

R: Avevo questo blog: http://www.ilbancodeisomari.splinder.com ma non lo aggiorno più da molto tempo. Tutte le presentazioni che sto facendo e faro per “Polaroid” si possono trovare al blog del mio editore http://www.lasvegasedizioni.splinder.com.

Anzi: si accettano inviti, io ho sempre voglia di girare e incontrare persone.

D: Il tuo modo di scrivere è cambiato nel tempo, fra una pubblicazione e l’altra o hai cercato di rimanere sempre in uno stile preciso?

R: Ogni volta che apro un libro, imparo – a meno che non sia pessimo. Ogni volta che scrivo una storia, quella storia ha una sua precisa voce. In “Polaroid”, che è una raccolta di racconti, questo si respira come mai era successo prima, nei miei libri. Ogni racconto non somiglia al precedente e neppure al successivo.

Se spiazzi o meno, non è un mio problema. Io sono un autore libero. Diversamente, avrei da tempo cercato un mio genere, col quale lasciarmi etichettare, e non avrei mai più scritto di nient’altro, perché il mercato ha le sue leggi.

D: Domanda classica da editore: a quando un romanzo?

R: Un romanzo? Sì, certo. Lo scriverò appena mi dimentico della lezione di Raymond Carver. Per ora non riesco proprio, te lo giuro, ad allungare il brodo.

D: La scrittura è un lavoro, anche se spesso non ben retribuito?

R: Scrivere non è retribuito a sufficienza in Italia, ma un lavoro è e un lavoro rimane. Lo scrittore è un artigiano, coi suoi segreti del mestiere e le sue tasse da pagare. Che sono salate, perché quando riceve un pagamento, accidenti, non è mai in nero! ;-D

D: La tua famiglia e i tuoi amici ti hanno sostenuto durante la stesura dei tuoi scritti? Ne erano al corrente?

R: Ho genitori parecchio anziani, purtroppo. Sono felici che io scriva, gli piace vedermi sui giornali o in televisione, ma tutto qui.

D: Continui a fare il parrucchiere?

R: La tua domanda non è affatto banale, anzi: ci ho perfino scritto un libro sopra, quindi non è neppure un segreto. Certo. Ho un mio salone e insegno per un paio di grosse compagnie di cosmesi, faccio aggiornamenti moda per altri colleghi.

Di giorno col camice, di notte coi libri. Sembra una strana vita, mi si dice, ma per me è una condizione assolutamente naturale.

D: In Manicure corner, di Roberta Scotto Galletta (Sironi), un salone di bellezza ospita una mini biblioteca.  Al posto delle riviste potresti mettere anche tu qualche libro a disposizione dei clienti

R: Ho di più: nel mio salone c’è una piccola libreria di scambio/libri. Se le clienti portano un loro libro da casa, possono scambiarlo con uno dei titoli esposti. Per quanto riguarda invece la consultazione, chiunque può leggerli.

Non hai idea di quanto abbia preso piede questa cosa.

D: Qual è fra questi il libro che più ti ha dato soddisfazioni?

R: “Polaroid”, assolutamente. E ricordo col massimo affetto il tour di presentazione de “Il banco dei somari”, tutto in musica. Reading performance. Molte di quelle esperienze, durano ancora.

Adesso sono in giro coi Banda Putiferio per uno spettacolo che unisce questo mio ultimo libro e un’antologia di racconti a cui ho partecipato, ispirata e nata attorno a un loro disco. L’ha pubblicata nel 2008 NoReply e s’intitola “Attenzione! Uscita Operai”.

Lo spettacolo che facciamo ha infatti un titolo assai programmatico, in questo senso: “Operai e Polaroid”.

Vi terrò aggiornati sulle prossime date.

D: Dopo quanti tentativi hai trovato l’editore disposto a pubblicarti la tua prima opera?

R: Parecchi. Ho perso il conto.

Bisogna avere molta pazienza e considerare che per gli editori il libro è comunque un prodotto, per cui esiste un mercato con tutti i suoi pro e i suoi contro.

Gli editori indipendenti investono di tasca propria in titoli sui quali molto spesso vanno in perdita, ma fanno un lavoro troppo importante: permettono a tanti autori di essere raggiunti da un pubblico, per piccolo che sia. E questo supplisce alla mancanza da parte della grande editoria di investire su autori sconosciuti, temendo la mancanza di un ritorno economico. Ma questi scrittori hanno un loro pubblico e infatti accade sempre più spesso che vengano accolti nella grande distribuzione.

D: Raccontaci il tuo Polaroid e com’è nata l’idea di accompagnarlo con i disegni di Florio.

R: “Polaroid” è nato da una domanda: se potessi scattare soltanto dieci immagini, dieci istantanee di un tempo presente che fugge, quali immagini scatterei? Perché le Polaroid vere così funzionavano: c’erano soltanto 10 scatti a disposizione.

L’idea di realizzarle poi anche graficamente è nata spontanea. Ho cercato su Internet molti illustratori, Tobin Florio mi ha colpito. I suoi chiaroscuri sono favolosi. Mi ricordano, per certi versi, lo stile di un disegnatore italiano ormai defunto, si chiamava Dino Battaglia. Un maestro assoluto.

D: Tra i tuoi libri compare un certo “Nodo al pettine. Confessioni di un «parrucchiere anarchico”.

Il titolo mi sembra piuttosto interessante, potresti descrivermelo in breve e cosa lo rende diverso dagli altri libri?

R: “Nodo al Pettine” nasce da un invito di Giuseppe Caliceti a partecipare con qualcosa di nuovo e divertente a un suo blog, anzi: a un suo antenato dei blog, che si chiamava “Pubblico/privato”. Era affascinato che fossi nella vita di tutti i giorni un parrucchiere e voleva scrivessi qualcosa su questo. Ne abbiamo fatto una rubrica settimanale, che poi è stata parecchio seguita. Da qui, la proposta dell’editore Alacràn di farne un libro.

Cos’ha di diverso? E’ un libro comico. A me non piace fare libri uguali.

D: Ho notato che hai scritto diversi libri. Com’è cominciata proprio con la Las Vegas edizioni?

R: Con Las Vegas è cominciata quando ho aderito all’antologia “Viva Las Vegas”, uscita nel Gennaio del 2008. Avevo dato proprio un racconto tratto da “Polaroid”, che ho poi sottoposto all’attenzione di Andrea Malabaila, l’editore.

D: Come mai dopo la prima pubblicazione hai scelto una casa editrice diversa per la nuova? Diverso genere?

R: Scegliere un editore dipende da quello che scrivi. È sempre consigliabile dare un’occhiata parecchio approfondita a cosa propongono in catalogo, per capire se il tuo lavoro può sembrargli interessante. Ergo: se scrivi libri molto diversi fra loro, è fatale che anche gli editori cambino in questo senso.

D: Com’è il tuo rapporto con il pubblico? Ti trovi a tuo agio o avresti preferito rimanere nell’ombra?

R: Scrivo cose a sfondo sociologico, devo assumermi la responsabilità di quello che scrivo. Dunque il rapporto col pubblico lo ritengo importante: voglio che mi si veda in faccia, voglio parlare a tu per tu di quello che nei libri scrivo, perché non lo faccio per sembrare “bravo”. Lo faccio perché il mio modo per dire che “non ci sto” è scrivendolo a chiare lettere.

D: È stato difficile trovare un editore per la tua prima opera?

R: Sì, è sempre difficile. Dico spesso, senza false ironie, che è molto più semplice trovare impiego in posta che pubblicare un libro. Ed è vero. Sai quando è facile? Quando ti chiedono soldi, approfittando di quanta passione ci hai messo, in quelle pagine. Chiedere soldi a chi lavora è compito del governo, non degli editori.

Sei mai stata pagata da un barman per bere il suo caffè?

D: Tra le tue figure letterarie di riferimento ci sono Tondelli, Pasolini e il mitico Pinketts. Potresti spiegarmi perché? Anche tu come PVT punti ad una letteratura emotiva ma allo stesso tempo di denuncia come Pasolini?

R: Credo mi abbia risposto tu stessa. Sono un lettore vorace e onnivoro, poi lungo il percorso ho maturato ovviamente anch’io dei riferimenti solidi. Metabolizzare le letture con cui maturi porta appunto a questo, se decidi di scrivere: tutto confluisce nella prosa – ed esattamente come hai detto tu per prima, anch’io desidero fare una letteratura emotiva ma anche di denuncia. Quindi vado in cerca, con molta naturalezza, di quegli autori nei quali posso trovare tutto questo.

D: Quindi la pensi come Manzoni: cioè che il poeta deve utilizzare il suo talento per scrivere il sentimento comune e per inviare un messaggio, una morale?

R: La penso così: uno scrittore dev’essere un uomo libero. Se decide di inviare messaggi, bene. Se decide di far ridere, bene. In entrambi i casi, e in molti altri, lo scrittore è comunque colui che, da singolo, muove un passo verso la società. Una scelta simile dev’essere carica di molta responsabilità. Non si scherza con la narrativa, non si scherza con chi spende soldi e tempo per poterti leggere.

D: Come prepari la tua stesura del libro? Cioè, che tecnica usi, i personaggi, i luoghi, una scaletta tempistica?

R: Scrivo schede personaggi molto approfondite e determino la trama in ogni suo dettaglio. Più i personaggi “vivono” nella mia testa, più sembrano veri. Così le storie. Ma sono i personaggi a portarle avanti, le storie, per cui tante cose nascono da lì.

D: Il futuro adesso come lo vedi? sempre nel mondo letterario?

R: Scrivere, scrivere, scrivere. Assolutamente. Sempre. 😉

D: Scrivi tutti i giorni o preferisci ogni tanto per rigenerare i pensieri e permettere alla mente di cibarsi dal mondo esterno, staccare la spina dalla scrittura?

R: Il fatto di scrivere non mi rende speciale, quindi anch’io come tutti ho i miei momenti no. Spesso però, e mi riferisco soprattutto ai romanzi, è necessario darsi delle regole. Scrivere è disciplina, anche, non solo creatività e ispirazione. C’è una frase molto efficace su questo argomento, l’ha detta Vincenzo Cerami: “Quando arriva l’ispirazione, siediti e fattela passare”. Ha ragione.

D: Ti lancio una provocazione: essere scrittore ti pone in qualche modo al di sopra degli altri? la vedi come una sorta di missione per l’umanità? Uno scrittore più diventa famoso più può essere definito una personalità di cultura?

R: No, non credo proprio. A Tullio Avoledo è stata posta una domanda più o meno simile, lui ha risposto che uno scrittore s’infila i pantaloni come chiunque altro.

Ti racconto questa cosa: a Vercelli organizziamo ogni anno il BookCrossing più grande del mondo: durante i 364 giorni che precedono l’evento, svuotiamo soffitte, cantine, addirittura intere biblioteche, contattati da gente che desidera donarci questi materiali. Beh, è così che penso si debba essere “personaggi di cultura”: tirarsi su le maniche, faticare, farla vivere dappertutto, la cultura. Perché è quello che siamo.

Perciò, as you can see, per ottenere questo basta un BookCrossing, non serve per forza un contratto alla Mondadori. 😉

D: Hai un blog o un sito che aggiorni, in cui poter seguire le tue presentazioni o gli incontri letterari a cui partecipi?

R: Avevo questo blog: http://www.ilbancodeisomari.splinder.com ma non lo aggiorno più da molto tempo. Tutte le presentazioni che sto facendo e faro per “Polaroid” si possono trovare al blog del mio editore http://www.lasvegasedizioni.splinder.com.

Anzi: si accettano inviti, io ho sempre voglia di girare e incontrare persone.

D: Il tuo modo di scrivere è cambiato nel tempo, fra una pubblicazione e l’altra o hai cercato di rimanere sempre in uno stile preciso?

R: Ogni volta che apro un libro, imparo – a meno che non sia pessimo. Ogni volta che scrivo una storia, quella storia ha una sua precisa voce. In “Polaroid”, che è una raccolta di racconti, questo si respira come mai era successo prima, nei miei libri. Ogni racconto non somiglia al precedente e neppure al successivo.

Se spiazzi o meno, non è un mio problema. Io sono un autore libero. Diversamente, avrei da tempo cercato un mio genere, col quale lasciarmi etichettare, e non avrei mai più scritto di nient’altro, perché il mercato ha le sue leggi.

D: Domanda classica da editore: a quando un romanzo?

R: Un romanzo? Sì, certo. Lo scriverò appena mi dimentico della lezione di Raymond Carver. Per ora non riesco proprio, te lo giuro, ad allungare il brodo.

D: La scrittura è un lavoro, anche se spesso non ben retribuito?

R: Scrivere non è retribuito a sufficienza in Italia, ma un lavoro è e un lavoro rimane. Lo scrittore è un artigiano, coi suoi segreti del mestiere e le sue tasse da pagare. Che sono salate, perché quando riceve un pagamento, accidenti, non è mai in nero! ;-D

D: La tua famiglia e i tuoi amici ti hanno sostenuto durante la stesura dei tuoi scritti? Ne erano al corrente?

R: Ho genitori parecchio anziani, purtroppo. Sono felici che io scriva, gli piace vedermi sui giornali o in televisione, ma tutto qui.

D: Continui a fare il parrucchiere?

R: La tua domanda non è affatto banale, anzi: ci ho perfino scritto un libro sopra, quindi non è neppure un segreto. Certo. Ho un mio salone e insegno per un paio di grosse compagnie di cosmesi, faccio aggiornamenti moda per altri colleghi.

Di giorno col camice, di notte coi libri. Sembra una strana vita, mi si dice, ma per me è una condizione assolutamente naturale.

D: In Manicure corner, di Roberta Scotto Galletta (Sironi), un salone di bellezza ospita una mini biblioteca.  Al posto delle riviste potresti mettere anche tu qualche libro a disposizione dei clienti

R: Ho di più: nel mio salone c’è una piccola libreria di scambio/libri. Se le clienti portano un loro libro da casa, possono scambiarlo con uno dei titoli esposti. Per quanto riguarda invece la consultazione, chiunque può leggerli.

Non hai idea di quanto abbia preso piede questa cosa.

D: Qual è fra questi il libro che più ti ha dato soddisfazioni?

R: “Polaroid”, assolutamente. E ricordo col massimo affetto il tour di presentazione de “Il banco dei somari”, tutto in musica. Reading performance. Molte di quelle esperienze, durano ancora.

Adesso sono in giro coi Banda Putiferio per uno spettacolo che unisce questo mio ultimo libro e un’antologia di racconti a cui ho partecipato, ispirata e nata attorno a un loro disco. L’ha pubblicata nel 2008 NoReply e s’intitola “Attenzione! Uscita Operai”.

Lo spettacolo che facciamo ha infatti un titolo assai programmatico, in questo senso: “Operai e Polaroid”.

Vi terrò aggiornati sulle prossime date.

D: Dopo quanti tentativi hai trovato l’editore disposto a pubblicarti la tua prima opera?

R: Parecchi. Ho perso il conto.

Bisogna avere molta pazienza e considerare che per gli editori il libro è comunque un prodotto, per cui esiste un mercato con tutti i suoi pro e i suoi contro.

Gli editori indipendenti investono di tasca propria in titoli sui quali molto spesso vanno in perdita, ma fanno un lavoro troppo importante: permettono a tanti autori di essere raggiunti da un pubblico, per piccolo che sia. E questo supplisce alla mancanza da parte della grande editoria di investire su autori sconosciuti, temendo la mancanza di un ritorno economico. Ma questi scrittori hanno un loro pubblico e infatti accade sempre più spesso che vengano accolti nella grande distribuzione.

Incontro con l’autore: Gianluca Mercadante

Signori e Signore, Writer’s Dream e Lega dell’Inchiostro sono lieti di presentarvi il dodicesimo

Incontro con l’Autore

Ospite di quest’incontro sarà Gianluca Mercadante, autore per Las Vegas Edizioni di Polaroid, Nodo al pettine. Confessioni di un «parrucchiere anarchico» e Il Banco dei Somari.

Vi aspettiamo lunedì 25 maggio in questa discussione, nella Festino Room.

Vi aspettiamo numerosi!

Incontro con l’autore: Justin Devil

Writer’s Dream in collaborazione con Lega dell’Inchiostro è lieto di presentare il decimo

Incontro con l’Autore

Ospite di questo incontro sarà Justin Devil alias Marco Pirola, che con Editrice Nuovi Autori ha pubblicatoil trhiller Per odio e per amore di cui potete trovare la nostra recensione a questo link.
L’incontro si terrà lunedì 27 aprile, alle ore 18.00 presso la Festino Room del forum di Writer’s Dream.
Justin sarà lieto di rispondere alle domande sul suo libro e sul mondo dell’editoria.

Via aspettiamo, non mancate!

Dark versus Light: proroga concorso

La scadenza dell’invio testi per il concorso Dark versus Light è stata prorogata al 26 aprile 2009. La settimana di votazioni si terrà dal 27 aprile al 3 maggio, mentre i risultati finali arriveranno a fine maggio 2009.

Grazie a tutti per la partecipazione!

Dark versus Light – GdN

In occasione del primo compleanno del Writer’s Dream e in concomitanza con la Open Week organizzata dalla Lega dell’Inchiostro, lo Staff è lieto di presentarvi

Dark versus Light
Gioco di Narrazione

Sette personaggi in lotta con il proprio peccato, sette giorni per redimersi. Puoi decidere tu del loro destino. Dal 30 marzo al 5 aprile, solo su Writer’s Dream

Prologo ed Epilogo del bravissimo Ian Delacroix, il burattinaio nero di XII Edizioni