Note Legali

Ingiuria, diffamazione, calunnia

Commette il reato di ingiuria (art. 594 c.p.) chi offende l’onore o il decoro di una persona presente, ed è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a € 516,46.

Commette invece il reato di diffamazione (art. 595 c.p.) chi offende l’altrui reputazione in assenza della parsona offesa. In questo caso la pena è della reclusione fino ad un anno e della multa fino a € 1032,91.

Dall’ingiuria e dalla diffamazione deve distinguersi il reato di calunnia (art. 368 c.p.) che si ha quando taluno, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad altra Autorità che abbia l’obbligo di riferire all’Autorità giudiziaria, incolpa di un reato una persona che egli sa essere innocente, oppure simula a carico di una persona le tracce di un reato. Per il reato di calunnia la pena è della reclusione da due a sei anni, salvo i casi di aggravante. La giurisprudenza ha chiarito che non è necessario che sia iniziato un procedimento penale a carico della persona offesa dal reato, essendo sufficiente la mera potenzialità che un tale procedimento si avvii.

fonte

Questa pagina nasce dalla necessità di difendersi dai sempre più frequenti attacchi di editori che, sentendosi offesi dalla presenza del loro nome nella nostra lista A Pagamento – e, ultimamente, anche dalla presenza in Doppio Binario – decidono di minacciarci di querele o ci recapitano tramite raccomandata una diffida scritta da un avvocato, in cui ci intimano di cessare gli atti diffamatori nei loro confronti.
Chiariamo una volta per tutte queste assurdità e facciamo alcuni esempi per comprendere meglio la cosa.

Pinco Palla è un’azienda che produce lamette da barba: è diffamazione dire pubblicamente “Pinco Palla produce lamette da barba?”
No, non è diffamazione. Primo perché produrre lamette da barba non è vietato da nessuna legge, secondo perché non è lesivo dell’immagine dell’azienda, terzo perché descrive l’attività svolta dall’azienda.
Quindi, se Tizio e Associati è un editore a pagamento e io affermo pubblicamente “Tizio e Associati è un editore a pagamento” non diffamo nessuno.

Asdrubale è un blogger con la mania delle lamette da barba. Decide di stilare, nel suo blog, una lista delle aziende che producono lamette da barba. Per farlo, stabilisce dei criteri, che rende pubblici: suddividerà le aziende/marche in base alle lamette con due lame, quelle con tre e quelle con la striscia di gel che agevola la rasatura. E’ diffamazione?
No, non è diffamazione. Primo perché è nel pieno diritto di Asdrubale fare quello che sta facendo, secondo perché adopera dei criteri oggettivi e terzo perché dire che Pinco Pallino produce lamette bilama non è lesivo dell’immagine di chicchessia.
Quindi, dividere gli editori tra chi chiede sempre contributi, chi li chiede solo in determinati casi e chi non li chiede mai basandosi su risposte proveniente dalle case editrici, sulle testimonianze e su altri dati pubblici non è diffamazione.

Ermenegildo è un blogger con la mania delle lamette da barba. Decide di compilare una lista di quelle che secondo lui sono le migliori lamette attualmente in commercio e specifica chiaramente che i criteri di quella lista sono soggettivi e rispecchiano la sua opinione puramente personale. E’ diffamazione?
No, non è diffamazione. Primo perché in Italia esistono i diritti di parola, di opinione, di critica e di cronaca, secondo perché specifica che si tratta di una sua opinione e non la spaccia per verità assoluta.
Quindi, sostenere “per me pubblicare a pagamento è sbagliato” (elencando o no i motivi) non è diffamazione, bensì è espressione delle proprie idee non lesiva per l’immagine di chicchessia.

Asdrubale, nello stilare la sua lista basta su criteri oggettivi, inserisce per errore il nome di una marca che produce lamette bilama nella lista delle marche che producono lamette a tre lame. E’ diffamazione?
No, non è diffamazione. Si tratta di una svista, di un errore, di informazione errata ma che non lede l’immagine di chicchessia.
Quindi, inserire per errore in A Pagamento una casa da Doppio Binario o una casa da Doppio Binario in Free o in Free una casa da A Pagamento ecc. non è diffamazione: è un errore umano risolvibilissimo.

Annibale è un accanito lettore. Nel suo blog, stila due liste, una di libri che gli sono piaciuti e una di libri che gli hanno fatto schifo. E’ diffamazione?
Eustacchio è un giornalista che scrive in un importante quotidiano. Sulla pagina dedicata alla cultura pubblica una stroncatura di un libro. E’ diffamazione?
No, non è diffamazione: come sopra, è espressione delle proprie idee. Affermare “questo libro non mi è piaciuto affatto, è orribile” è perfettamente lecito in virtù dei diritti di opinione e libertà di parola.
Quindi, affermare che l’operato di una casa editrice non è, per opinione personale, adeguato ai propri standard (“questa casa editrice non fa editing. Per me non sta né in cielo né in terra!”) non è diffamazione.

Si ricorda, inoltre che Writer’s Dream declina ogni responsabilità, diretta e indiretta, nei confronti degli utenti e in generale di qualsiasi terzo, per eventuali ritardi, imprecisioni, errori, omissioni, danni (diretti, indiretti, conseguenti, punibili e sanzionabili) derivanti dai suddetti contenuti.

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Orbene, miei cari editori dalla diffida e dalla querela facile, ditemi: sono stata abbastanza chiara o volete anche i disegnini?

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