Stiamo diventando famosi!

Oggi il quotidiano online affaritaliani.it ha pubblicato sul suo sito un articolo intitolato “Italiani: un popolo di navigatori, santi e scrittori…a pagamento”, in cui conduce un’inchiesta sugli editori a pagamento, ponendo un esempio negativo (Il Filo) e uno positivo (Albalibri) e, udite udite, parlando di noi! Ecco qua cosa si dice del Writer’s Dream:

LA RETE AIUTA A “SMASCHERARE”

Internet può essere molto d’aiuto nel nostro caso. Tanti siti, blog e forum, come abbiamo appena detto, parlano di questo tema. Ognuno racconta la propria esperienza, che spesso finisce per essere molto d’aiuto a chi, per sua fortuna, non è ancora entrato nel “vortice” della peggiore editoria a pagamento. Un esempio: in rete il blog degli scrittori esordienti “Writer’s Dream – Perché scrivere non è solo un sogno”. In questo spazio, tra le altre cose, di recente si è finiti inevitabilmente per parlare dell’argomento di questa inchiesta. Ed ecco il risultato: addirittura, quella che viene definita “La famosa lista E.A.P” (la sigla sta, naturalmente, per “editori a pagamento”. Ecco la lista). C’è un elenco di ben  37 case editrici “colpevoli”! Chiunque ne conosca altre, le può segnalare ai blogger, e verranno (dopo apposito controllo) aggiunte alla lista. Come è giusto che sia per un blog, segue discussione, con commenti spesso critici nei confronti della stessa “black list”. Di solito gli attacchi arrivano proprio dai responsabili delle case editrici coinvolte e “danneggiate”…

Yes, stiamo decisamente diventando famosi 😉

Ecco il link all’articolo completo: clicca. La parte in cui si parla di noi è nella seconda pagina.

Ecco perché dire “no” all’editoria a pagamento

Dato che sono stata accusata di vivere nel mondo di Alice e di non conoscere le regole del mercato, mi trovo costretta a scrivere un altro post sull’editoria a pagamento e sul perché io e i miei colleghi del Writer’s Dream non l’approviamo. No, non è perché usciamo giusto ora dal Paese delle Meraviglie (qualcun’altro, piuttosto, mi sembra appena uscito dal Paese dei Balocchi…e chi ha orecchie per intendere intenda).
Dunque…

Perché Ayame e WD se la prendono con l’editoria a pagamento?

Premesso che ognuno dei suoi soldi ne fa quel che vuole e se vuole pagare sui 2000€ per veder pubblicato il proprio libro è liberissimo di farlo, ci sono valide, validissime ragioni per cui non si dovrebbe pubblicare a pagamento. Leggete, scrittori convinti che pubblicare a pagamento sia un investimento per il successo:

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Pubblicarelibro.com

Mi chiedo come mai ci siano persone che spendono soldi per acquistarsi un dominio quando, visto lo spessore del loro sito, potrebbero benissimo appoggiarsi a un hosting gratuito. A proposito di hosting gratuito: tra un po’ migreremo in un dominio nostro. Riteniamo che i nostri siti abbiano più spessore di quello di Anonimo62, l’autore del sito pubblicarelibro.com.

In questo sito, Anonimo62 si prodiga a dispensare consigli agli scrittori esordienti, consigliando loro di non lasciare il proprio manoscritto a muffire in un cassetto ma di pubblicarlo.
…Presumo che un tizio che scrive un libro abbia come obiettivo finale la pubblicazione, sono assai poche le persone che scrivono per il puro piacere di migliorarsi (così, per sport) e per far emergere il proprio Io, come sostiene Anonimo62 sul suo sito. Ci saranno anche questi tizi, ma dubito che l’editoria italiana abbia bisogno di essere ulteriormente sommersa, sopratutto se l’autore non vuole che la sua opera veda la luce. Saranno affari suoi!

Anonimo62 prosegue facendo un ragionamento simile a quello de Ilmiolibro.it di Repubblica: “se l’hai scritto va stampato”.
…Ma perché?

Detto questo vorrei dire che, girando per il web, ho trovato qualche recensione sul mio sito: mi si accusa di voler plagiare poveri scrittori inducendoli a pubblicare a pagamento! Il bello è che queste persone fanno invece il contrario, inducendo gli scrittori a non pubblicare a pagamento… Dove starà la verità? Pubblicare o non pubblicare? Buttare nel cesso il proprio manoscritto o spendere dei quattrini per pubblicarlo? La verità è difficile da identificare: quindi ognuno faccia quello che crede. Io credo che sia meglio pubblicare pagando una cifra “giusta” (non 4000 euro! come chiedono certi editori…) che spendere i propri soldi in fotocopie, pacchi e pacchetti e soluzioni anti-stress (visto che alla lunga ricevere sempre “picche” porta all’esaurimento nervoso). Io non sto cercando di aiutare l’editoria a pagamento, sto solo cercando di farvi capire che l’editoria non se la passa bene, quindi o smettete di scrivere o rinunciate alla pubblicazione (se non volete pagare) oppure cercate qualche editore di quelli “gratis” che ho descritto più sopra. Il panorama comunque non è bello, quindi giudicate voi!

Dunque…l’editoria se la passa male. Ma perché se la passa male, è mai venuta in mente a nessuno questa domanda?
Non sarà forse che l’editoria è stracolma di opere di esordienti impossibili da smaltire perché sono TROPPE, perché in Italia si scrive più di quanto si legge, perché ogni nuova opera pubblicata va ad aggiungersi alle centinaia, migliaia di libri pubblicati da piccoli editori?

E chiediamoci: quanto influisce l’editoria a pagamento su questa cosa?

Influisce. Influisce tanto.
Quindi, tanto per contribuire all’intasamento, un autore esordiente deve pubblicare per forza, anche se gli editori non a pagamento – che, lo ricordiamo, esistono, non sono il frutto della mente malata di qualche fumatore di crack – rifiutano in serie l’opera in questione. Ovvio!
Ci sono molti editori a pagamentoche pubblicano qualsiasi cosa, basta che l’autore paghi.

Forza, ragazzi! Contribuiamo a riempire l’Italia di libri inutili!

C’è un motivo per cui i recensori professionisti scartano a priori i libri pubblicati da editori a pagamento…

Perché ci si deve ostinare a pubblicare a tutti i costi? Se proprio vuoi pubblicare e sei stato rifiutato da un bel po’ di editori NON a pagamento vatti a registrare su Lulu o Boopen e autopubblicati.

Il post di Anonimo62 che ho riportato è intitolato “Sparlare…sparlare…sparlare”. Dunque, Anonimo62, mi rivolgo a te: perché invece di incitare a tutti i costi alla pubblicazione e a sostenere, nella tua lista della tipologia di editori, che non ci sono editori che non pubblicano a pagamento non ti fai una bella ricerca approfondita e li trovi? Vedo che noi ne abbiamo trovati. Un motivo ci sarà, non ti pare? Giudicate voi!

Sia chiaro: non ce l’abbiamo con tutta l’editoria a pagamento indiscriminatamente. Non è vero, tanto che tessiamo (nel sito) le lodi della Edizioni Joker e collaboriamo con Montag. E stiamo cercando una collaborazione con la Sbc Edizioni.

A proposito di disinformazione

Si parlava nel post precedente di disinformazione…a occhio e croce me le chiamo, certe cose. Volete che vi racconti l’ultima avvenutra vissuta dal WDream? Ma si, dai.

C’era una volta questo post, intitolato “MJM vs. Writer’s Dream” in cui la sottoscritta s’inalberava leggeremente dopo aver letto tra le news della MJM il trafiletto in cui si diceva che calunniavamo codesta editrice per sport vendicarci del fatto che la MJM non c’aveva pubblicato (bugia). Tutto normale fino a quando non arrivò una certa utentessa – sulla cui reale identità nutro sinceramente dei dubbi – che si firma vanexa e che avanza una strana ipotesi:

Ciao, sono nuova qui. Io avevo scelto di editare con la MJM Editore e vorrei delle chiarezze. Cosa è successo? Cosa mi consigliate?

Leggendo questo forum ho visto che siete tosti ma se poi loro fanno veramente causa?

Sapete, ho navigato molto in questo sito e ho visto che sponsorizzate altre case editrici ma io vi posso dire che da alcune di queste, mi sono stati chiesti soldi, poi altro punto è che non hanno distribuzione. Se non volevo pagare mi avrebbero editato il libro attribuendo un codice ISBN ma non veniva stampato alcun libro. Se tramite una scheda libro vendono, stampano. Sinceramente non è il tipo di pubblicazione che vorrei, altrimenti mi tengo il testo nel cassetto. .

Avrei scelto la MJm perchè hanno comunque distribuzione e si dice che siano persone corrette a affidabili.

Voi che mi dite?
Ayame, ti posso mandare il testo da correggere e per fare una sinossi? Quanto mi costa?

Ciao Vanexa

Oh oh oh oh. Noi sponsorizziamo case editrici che a noi dicono che non sono a pagamento e a lei dicono il contrario. It’s F-A-N-T-A-S-T-I-C! Com’è ovvio, chiediamo delle prove alla nostra vanexa, che

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Ancora editoria a pagamento

In questi ultimi tempi ci siamo resi conto che la parecchi autori esordienti sono fermamente convinti che pubblicare a pagamento sia giusto. Questa consapevolezza mi ha spinta a tornare sull’argomento e a scriverci sopra un nuovo post, nonostante fossi partita con l’idea di scrivere tutt’altro. Peccato.

La domanda retorica che mi capita di sentire più frequentemente è “perché l’editore dovrebbe pubblicare gratuitamente? Non fa mica beneficienza!”
Infatti non la fa. Ribadisco ancora una volta: l’editore è un imprenditore. Pubblicando fa una sorta di scommessa: se l’autore avrà successo ci guadagneranno entrambi. E’ un po’ come acquistare le azioni in borsa, può andar bene o può andar male (sopratutto in questo periodo).

Il signor Brunello Cavalli della SBC Edizioni, in un commento al post dedicato alla sua editrice ha scritto:

Vorrei concludere citando il direttore editoriale di una grande casa editrice del Gruppo Mondadori: perchè mai, ha più o meno sostenuto, dovremmo spendere 50mila euro o anche più per promuocere uno sconosciuto, quando con la stessa cifra possiamo acquistare i diritti di un autore straniero che ha già ottenuto successo all’estero e che, presumibilmente, venderà molto anche in Italia?

Per la soddisfazione di aver scovato e reso famoso un nuovo autore, che renderà di conseguenza famosa la piccola edtitrice che l’ha scoperto…dite che l’esordiente si trasferirebbe alla Mondadori, una volta famoso, e che la piccola editrice rimarrebbe tale? Non scherziamo. La Bloomsbury, prima di pubblicare Harry Potter, non era nessuno.

C’è poi da dire che ci sono editori a pagamento che promettono distribuzione nelle librerie Feltrinelli e Mondadori – peccato che quando sono andata a verificare il test sia fallito – e che sostengono che anche Mondadori chiede contributi e che nessun editore pubblica gratis. Ma la smettiamo con certa disinformazione?

Svegliatevi, esordienti!

Assurde assurdità editoriali

Sia chiaro: in questo post non farò nomi, sebbene sappia benissimo chi è l’editore idiota in questione. Dato che non sono io la persona che ha ricevuto certe proposte, non ho alcuna voglia di beccarmi una denuncia sicura che non posso contrastare in alcun modo, non possedendo personalmente le prove. Tuttavia, dato che non farò nomi, vorrei prendermi la libertà di insultare come mi pare e piace…non contattatemi in privato per informazioni più dettagliate, non ve le darò.

Il fatto mi è stato segnalato da un autore che non ha assolutamente alcun motivo per inventarlo e raccontarmelo. In cosa consiste questa assurda assurdità editoriale?

Ve lo dico subito: questo autore ha ricevuto una proposta di pubblicazione, con relativa proposta di acquisto di un certo numero di copie, da parte di un editore che non ha MAI preso in visione il libro.

Autori di tutt’Italia (e anche del resto del mondo, se mi leggete), ASCOLTATEMI! Se mai vi capitasse una cosa simile pubblicate tutto in Rete, diffondendo ampiamente la notizia.  Contattateci, vi daremo una mano. Ma, per nulla al mondo, pubblicate con dei pagliacci che vi fanno una simile proposta!

Io, fossi l’editore che ha fatto una stronzata simile, mi sotterrerei e poi cambierei ALL’ISTANTE politica editoriale. Perché, se capiterà a me una cosa simile, anche a costo di prendermi ottanta denunce e di finire in tribunale, anche a costo di pagare migliaia di euro di multa, distruggerò la reputazione dell’editore in questione.

E questa è una promessa.

Annullata collaborazione con MJM

Writer’s Dream annuncia di aver tagliato ogni ponte con la casa editrice MJM Edizioni che, dopo l’incresciosa  vicenda sorta tra noi e loro, aveva insistito per avviare una collaborazione.

Noi abbiamo accettato, per vedere cosa ci avrebbero proposto…abbiamo atteso per mesi, ma nessun membro della MJM si è più fatto sentire. Ah, no, scusate: il signor Alex è venuto qui e, con una buona dose di sfacciataggine, ha pubblicizzato un libro edito dalla MJM in un suo commento.

Ringrazio i signori della MJM per averci fatto, ancora una volta, perdere un sacco di tempo prezioso.

Ricordo che la MJM pubblica a pagamento.

Mi sento inoltre di segnalare questo link, che porta a una domanda di Yahoo Answer in cui qualcuno che si firma Ufficio Stampa di MJM Editore pubblicizza un libro da loro edito: clicca.

Sull’editoria a pagamento

Lo dirò per l’ultima volta e poi non lo ripeterò più. La mia posizione nei confronti degli editori a pagamento, malgrado dovrebbe essere scontata e ben nota, verrà definita chiaramente, una volta per tutte e sarà considerata la verità assoluta e indiscussa.

In realtà, il motivo che mi ha spinta a scrivere questo ennesimo post CONTRO l’editoria a pagamento è la quantità assurda di blog di autori pubblicati a pagamento che tessono imperterriti le lodi di tale modo di pubblicare e – ancora più irritanti – i blog di chi sostiene che l’editoria a pagamento è giusta perché “nessuno dà nulla per nulla”. Ora spiegherò perché questi deficienti la devono smettere di spargere altre assurdità in giro per la rete.

Iniziamo con un po’ di terminologia…sapete cos’è un imprenditore? L’imprenditore è colui che investe il proprio (suo di lui) capitale in un bene che ritiene redditizio. Pensiamo un attimo a Tizio, che è un imprenditore poco conosciuto. Lui vuole rilevare una società da Caio però non è sicuro che l’investimento possa essere redditizio fino in fondo. Per questo chiede un contributo spese a Caio. Quest’ultimo o pensa che Tizio sia sotto l’effetto di qualche droga, tipo LSD, o gli ride in faccia. Probabilmente pensa entrambe le cose. Ci siamo fin qua? Bene.
E ora, udite udite, la notizia sconvolgente: un editore è un imprenditore! Viene quindi spontaneo chiedersi: perché un autore, di fronte a un editore che gli propone (o propina) un contratto di pubblicazione chiedendogli un sostanzioso contributo spese non pensa che l’editore sia sotto l’effetto di metanfetamine e non gli ride in faccia? Io c’ho pensato tanto, ma proprio tanto…e sono arrivata a queste soluzioni:

  1. l’autore è stupido
  2. l’autore è effettivamente convinto che le cose funzionino in questo modo (e quindi o è un ingenuo mai uscito di casa o, di nuovo, è stupido)
  3. è convinto che sia un metodo giusto (e quindi è seriamente cerebroleso e può tranquillamente andare a quel paese senza mai voltarsi indietro)
  4. è un narcisista del picchio che è disposto a tutto pur di pubblicare (e, in questo caso, è uno stronzo)

Io chiudo questo post con un invito a quest’ultima categoria…se proprio vi brucia il didietro e volete pubblicare a tutti i costi, rivolgetevi a un print-on-demand. Tanto, l’editing e la correzione delle bozze effettuata da Lulu e quelle effettuate da un editore a pagamento è uguale: pari a zero.