L’editore mangia 1600€: i costi reali e il contributo editoriale

Il costo reale di una tiratura di 250 copie si aggira sui 750€; il contributo richiesto dagli editori per una tiratura di 250 copie si aggira sui 2400€. E ricordiamo che si tratta di contributo, ossia del pagamento da parte dell’autore di una parte delle spese.
Abbiamo quindi una differenza di circa 1600€ tra costo reale totale e contributo: dove finiscono quei soldi? Ma soprattutto perché vengono chiesti se non vengono spesi?

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Graphe.IT

Oggi abbiamo ricevuto una visita dal signor Roberto, della Graphe.IT. Roberto ci ha fatto notare che non parliamo chiaramente della sua casa editrice nel nostro blog, limitandoci ad inserirla nella Lista E.A.P. senza dire altro.

Ho già parlato con il signor Roberto via mail, stamani, chiarendo la situazione; mi ha assicurato che non è necessario scrivere un post dedicato, ma dopotutto articolo in più, articolo in meno non fa differenza e facciamo un ulteriore e più chiaro servizio verso l’utenza che ci legge.

Gentilissima,
grazie per la sua email.
In linea di massima questo è il nostro modo di procedere:

1. Tutto a spese nostre. All’Autore va il 7% a partire dalla 251 copia effettivamente venduta + 7 copie del libro + possibilità di acquistare le copie – per uso non commerciale – al 50% di sconto

2. Acquisto da parte dell’Autore di 85 copie a metà prezzo di copertina. In questo caso, i diritti di autore sono del 12%, a partire dalla 86 copia effettivamente venduta + 12 copie del libro + possibilità di acquistare le copie – per uso non commerciale – al 50% di sconto. Se si sceglie questa seconda opzione, poi, c’è una possibilità di diminuire le copie che si prendono. Da circa un mese prima l’uscita del libro, ci sarà un modulo sul sito per prenotare il libro. Ogni libro prenotato tramite questo modulo è una copia in meno che prenderà l’autore.

Il contratto è a termine, nel senso che proponiamo un contratto di tre anni, trascorsi i quali l’autore sarà libero di pubblicare lo stesso testo con altri editori, se vuole.

Il punto che mi ha spinta a inserire la Graphe.IT nella lista E.A.P. è il primo: non mi piace che l’autore percepisca il diritto d’autore dalla 251esima copia venduta. A questo punto è più vantaggioso il secondo contratto, e non lo trovo giusto.

Opinioni nostre, comunuqe. Questo blog continua a professare la libertà di scelta. 😉

Pubblicarelibro.com

Mi chiedo come mai ci siano persone che spendono soldi per acquistarsi un dominio quando, visto lo spessore del loro sito, potrebbero benissimo appoggiarsi a un hosting gratuito. A proposito di hosting gratuito: tra un po’ migreremo in un dominio nostro. Riteniamo che i nostri siti abbiano più spessore di quello di Anonimo62, l’autore del sito pubblicarelibro.com.

In questo sito, Anonimo62 si prodiga a dispensare consigli agli scrittori esordienti, consigliando loro di non lasciare il proprio manoscritto a muffire in un cassetto ma di pubblicarlo.
…Presumo che un tizio che scrive un libro abbia come obiettivo finale la pubblicazione, sono assai poche le persone che scrivono per il puro piacere di migliorarsi (così, per sport) e per far emergere il proprio Io, come sostiene Anonimo62 sul suo sito. Ci saranno anche questi tizi, ma dubito che l’editoria italiana abbia bisogno di essere ulteriormente sommersa, sopratutto se l’autore non vuole che la sua opera veda la luce. Saranno affari suoi!

Anonimo62 prosegue facendo un ragionamento simile a quello de Ilmiolibro.it di Repubblica: “se l’hai scritto va stampato”.
…Ma perché?

Detto questo vorrei dire che, girando per il web, ho trovato qualche recensione sul mio sito: mi si accusa di voler plagiare poveri scrittori inducendoli a pubblicare a pagamento! Il bello è che queste persone fanno invece il contrario, inducendo gli scrittori a non pubblicare a pagamento… Dove starà la verità? Pubblicare o non pubblicare? Buttare nel cesso il proprio manoscritto o spendere dei quattrini per pubblicarlo? La verità è difficile da identificare: quindi ognuno faccia quello che crede. Io credo che sia meglio pubblicare pagando una cifra “giusta” (non 4000 euro! come chiedono certi editori…) che spendere i propri soldi in fotocopie, pacchi e pacchetti e soluzioni anti-stress (visto che alla lunga ricevere sempre “picche” porta all’esaurimento nervoso). Io non sto cercando di aiutare l’editoria a pagamento, sto solo cercando di farvi capire che l’editoria non se la passa bene, quindi o smettete di scrivere o rinunciate alla pubblicazione (se non volete pagare) oppure cercate qualche editore di quelli “gratis” che ho descritto più sopra. Il panorama comunque non è bello, quindi giudicate voi!

Dunque…l’editoria se la passa male. Ma perché se la passa male, è mai venuta in mente a nessuno questa domanda?
Non sarà forse che l’editoria è stracolma di opere di esordienti impossibili da smaltire perché sono TROPPE, perché in Italia si scrive più di quanto si legge, perché ogni nuova opera pubblicata va ad aggiungersi alle centinaia, migliaia di libri pubblicati da piccoli editori?

E chiediamoci: quanto influisce l’editoria a pagamento su questa cosa?

Influisce. Influisce tanto.
Quindi, tanto per contribuire all’intasamento, un autore esordiente deve pubblicare per forza, anche se gli editori non a pagamento – che, lo ricordiamo, esistono, non sono il frutto della mente malata di qualche fumatore di crack – rifiutano in serie l’opera in questione. Ovvio!
Ci sono molti editori a pagamentoche pubblicano qualsiasi cosa, basta che l’autore paghi.

Forza, ragazzi! Contribuiamo a riempire l’Italia di libri inutili!

C’è un motivo per cui i recensori professionisti scartano a priori i libri pubblicati da editori a pagamento…

Perché ci si deve ostinare a pubblicare a tutti i costi? Se proprio vuoi pubblicare e sei stato rifiutato da un bel po’ di editori NON a pagamento vatti a registrare su Lulu o Boopen e autopubblicati.

Il post di Anonimo62 che ho riportato è intitolato “Sparlare…sparlare…sparlare”. Dunque, Anonimo62, mi rivolgo a te: perché invece di incitare a tutti i costi alla pubblicazione e a sostenere, nella tua lista della tipologia di editori, che non ci sono editori che non pubblicano a pagamento non ti fai una bella ricerca approfondita e li trovi? Vedo che noi ne abbiamo trovati. Un motivo ci sarà, non ti pare? Giudicate voi!

Sia chiaro: non ce l’abbiamo con tutta l’editoria a pagamento indiscriminatamente. Non è vero, tanto che tessiamo (nel sito) le lodi della Edizioni Joker e collaboriamo con Montag. E stiamo cercando una collaborazione con la Sbc Edizioni.